«Chi non si vaccina prima o poi si infetta»

lotta alla pandemia

I tecnici della Confederazione ribadiscono l’invito a chi è ancora indeciso a farsi immunizzare: «La pressione sul sistema sanitario potrebbe nuovamente aumentare, da inizio luglio il tasso di vaccinazioni è crollato»

«Chi non si vaccina prima o poi si infetta»
©KEYSTONE/Anthony Anex

«Chi non si vaccina prima o poi si infetta»

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«L’epidemia di Coronavirus resterà endemica e chi non si vaccina contro il coronavirus prima o poi si infetterà»: parola di Virginie Masserey, responsabile della sezione di controllo delle infezioni presso l’ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

Nel corso della conferenza stampa odierna, i responsabili dell’Ufficio federale della sanità hanno ribadito l’invito a chi è ancora indeciso a farsi vaccinare. «Ciascuno deve poter fare la propria scelta in favore della comunità», ha sottolineato Masserey, esortando chi non l’ha ancora fatto a «vaccinarsi per tempo», ossia prima dell’autunno.

A proposito dell’eventuale terza dose del vaccino, l’esperta ha dichiarato che una decisione si dovrà basare su evidenze scientifiche. L’UFSP continua a monitorare la situazione, ma al momento non è ancora chiaro quando e per chi sarà consigliato il richiamo.

«Abbiamo i migliori vaccini»

In Svizzera circa 3 milioni di persone non hanno ancora ottenuto una dose di vaccino. Se tutti i non vaccinati dovessero infettarsi, «la pressione sul sistema sanitario potrebbe nuovamente aumentare», ha dichiarato Martin Ackermann, presidente della Task Force scientifica della Confederazione.

Dopo un alto numero di vaccinazioni in maggio e giugno, «da inizio luglio il tasso di immunizzazioni è crollato», ha proseguito l’esperto. «La Svizzera ha a disposizione i migliori vaccini» contro il Covid e l’infrastruttura messa in piedi è in grado di assicurare l’immunizzazione per tutti.

«In due mesi si potrebbe mettere fine all’epidemia»

Il presidente della Task Force COVID-19 ha invitato a guardare a quanto fatto in Gran Bretagna e in Spagna, i Paesi con i più alti tassi di vaccinati. Qui la gente è stata contattata singolarmente e informata sui vantaggi e gli svantaggi dei vaccini. «Così si possono convincere gli indecisi», ha sottolineato Ackermann.

«Il SARS-Cov2 non scomparirà, ma grazie ai vaccini abbiamo nelle mani la possibilità di porre fine all’epidemia nel giro di due mesi», ha detto ancora Martin Ackermann. Precisando che l’immunizzazione si può raggiungere in due modi, ossia con il vaccino o con un’infezione, anche il presidente della Task Force ha concluso il suo intervento con un invito rivolto agli indecisi: «Vaccinatevi non appena possibile!».

Programmi a bassa soglia

I cantoni stanno facendo tutto il possibile per rendere la vaccinazione contro la COVID-19 il più facile possibile e offrire programmi a bassa soglia, ha detto Linda Nartey, medico cantonale di Berna e vicepresidente dell’Associazione dei medici cantonali (AMCS).

Secondo Nartey, è stato dimostrato che le vaccinazioni contro il coronavirus sono per lo più ben tollerate e che impediscono un decorso grave della malattia. A questo punto l’obiettivo dei cantoni rimane quello di non sovraccaricare il sistema sanitario.

La «gestione dei focolai» rimane quindi importante, e con essa la disponibilità di dati di contatto durante gli eventi. I test e il tracciamento dei contatti rimangono cruciali per contenere le nuove infezioni, specialmente dopo la stagione delle vacanze. Anche il posto di lavoro rimane un luogo a rischio da monitorare, ha detto Nartey.

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