Chiusura anticipata per bar e ristoranti, mascherine all’aperto e test rapidi

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Il Consiglio federale rende note le attesissime nuove misure per contrastare l’aumento di contagi in Svizzera: stretta sui grandi eventi, chiusura delle sale da ballo e insegnamento a distanza nelle università - VIDEO

Chiusura anticipata per bar e ristoranti, mascherine all’aperto e test rapidi

Chiusura anticipata per bar e ristoranti, mascherine all’aperto e test rapidi

Il Consiglio federale ha indetto una nuova conferenza stampa, a fronte dell’aumento vertiginoso di contagi in Svizzera, per annunciare le attesissime nuove misure contro il coronavirus. Presenti all’incontro la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, il capo del Dipartimento federale dell’interno Alain Berset e Guy Parmelin, capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca.

Le parole dei consiglieri federali

La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha spiegato che: «Non bisogna perdere tempo. Dobbiamo evitare che chiudano negozi e aziende. I danni per l’economia sarebbero più grandi senza queste misure. Vogliamo che la Svizzera tutta unita superi questa crisi: quello che ci unisce è più forte delle differenze. I Cantoni possono riscorrere a misure più severe di quanto deciso da Berna se dovessero ritenerlo necessario. Le università passano all’insegnamento a distanza e le mascherine vengono estese ad altri ambiti. L’obiettivo è ridurre i contagi e i ricoveri, ma la vita politica non si ferma. Le conseguenze per l’economia devono essere contenute: bisogna salvaguardare posti di lavoro e salari. La situazione non è semplice per nessuno, vogliamo tornare ad una vita il più normale possibile: abbiamo bisogno di uscire e dei contatti personali. Ma la situazione è incerta: più velocemente teniamo sotto controllo il virus, più le cose saranno di nuovo possibili». Sommaruga, rispondendo ad una domanda, ha spiegato inoltre che «la Confederazione non ha perso 7 giorni, ha lasciato fare ai Cantoni, che comunque hanno adottato le loro misure. Ulteriori provvedimenti andavano valutati e decisi sulla base di questo. Oggi facciamo un passo avanti a livello nazionale, ma i Cantoni devono comunque fare la loro parte».

Alain Berset ha poi aggiunto: «Dobbiamo rallentare la diffusione dell’epidemia: la situazione è grave, ma niente panico. Dopo aver consultato i Cantoni, abbiamo deciso di prendere queste nuove misure che entrano in vigore da domani. Sappiamo cosa fare per migliorare la situazione: invitiamo tutti i cittadini a seguire le disposizioni. I Cantoni, va ribadito, possono adattare le misure in base alla situazione del loro territorio. Bisogna far sì che tutti facciano la loro parte, in tutto il Paese bisogna effettuare il tracciamento, cosa che al momento non avviene ovunque. La mascherina è obbligatoria nelle zone esterne, quelle molto frequentate, così come nelle scuole secondarie. Tutte queste misure sono indispensabili. Abbiamo deciso nuove norme per i test: i test rapidi hanno ottenuto una valutazione positiva, vanno ad integrare i test PCR. Con i test rapidi possiamo avere l’esito dopo soli 15 minuti. Tra test rapidi e PCR avremo circa 80 mila tamponi al giorno. I test rapidi vengono comunque eseguiti da professionisti, come ad esempio i farmacisti. I Cantoni decideranno come avverrà l’eccesso ai test. Dobbiamo evitare il lockdown, stiamo cercando una via di uscita diversa rispetto a quanto avvenuto a marzo. Speriamo che queste misure ci permettano di ridurre il numero dei contagi. Dobbiamo almeno dimezzare gli attuali numeri di diffusione. Dobbiamo evitare il sovraccarico degli ospedali, con queste misure (meno severe di quelle di marzo) cerchiamo di evitare di mettere sotto pressione il sistema sanitario. Se non dovessero funzionare, in futuro potremo adottare provvedimenti più severi, ma prima vediamo come evolve la situazione. Per quanto riguarda le case per anziani, saranno i Cantoni a decidere che misure adottare, tenendo ben presente che gli anziani sono una categoria a rischio».

Guy Parmelin ha dichiarato invece che: «Le misure sanitarie non devono contrapporsi a quelle economiche. I provvedimenti sono volti proprio a salvaguardare l’economia. Oltre ai provvedimenti della Confederazione (vedi sotto), i Cantoni potranno aiutare finanziariamente le aziende più colpite e gli indipendenti possono continuare a beneficiare dell’indennità per perdita di guadagno. Solo a queste condizioni riusciremo a bloccare la seconda ondata e di conseguenza abolire le nuove misure».

Le misure in vigore da domani

Nella sua seduta del 28 ottobre 2020, il Consiglio federale ha adottato ulteriori provvedimenti a livello nazionale per frenare la rapida diffusione del coronavirus. L’obiettivo è ridurre considerevolmente i contatti tra le persone. Vengono chiuse le discoteche e le sale da ballo, i bar e i ristoranti possono restare aperti soltanto fino alle 23. Sono vietate tutte le manifestazioni con più di 50 persone e le attività sportive e culturali nel tempo libero con più di 15 persone. L’obbligo della mascherina è ulteriormente esteso. Questi provvedimenti entrano in vigore giovedì 29 ottobre e non sono limitati nel tempo. Da lunedì 2 novembre le scuole universitarie devono rinunciare all’insegnamento presenziale. Il Consiglio federale ha apportato le necessarie modifiche all’ordinanza COVID-19 situazione particolare dopo aver consultato i Cantoni. Ha inoltre adeguato le disposizioni sulla quarantena per chi viaggia (il numero di Paesi considerati a rischio è tuttavia nettamente calato) e deciso di introdurre i testi rapidi. Il numero delle nuove infezioni e quello dei ricoveri in ospedale aumentano drasticamente. Il Consiglio federale intende contenere la diffusione della COVID-19 e prevenire il sovraccarico dei reparti di terapia intensiva e del personale ospedaliero. A tal fine ha adottato una serie di provvedimenti per ridurre i contatti tra le persone.

Chiusura anticipata per bar e ristoranti, mascherine all’aperto e test rapidi

Chiusura delle sale da ballo

Le discoteche e le sale da ballo, in cui il rischio di diffusione del virus è particolarmente elevato, vengono chiuse. Nei ristoranti e nei bar non possono sedersi più di quattro persone a un tavolo, fatta eccezione per le famiglie con bambini. Tra le 23.00 e le 6.00 queste strutture devono restare chiuse.

Divieto di manifestazioni con più di 50 persone

Sono vietate le manifestazioni con più di 50 persone, comprese quelle sportive e culturali. Sono escluse dal divieto le assemblee parlamentari e comunali. Continuano a essere ammesse le dimostrazioni politiche e la raccolta di firme per referendum e iniziative, a condizione che, come finora, siano adottate le necessarie misure di protezione. Poiché molti contagi avvengono nel contesto privato, viene limitato a dieci il numero delle persone che possono partecipare a un evento nella cerchia degli amici o dei familiari organizzato in un luogo privato.

Niente attività sportive e culturali nel tempo libero con più di 15 persone

Le attività sportive e culturali nel tempo libero in luoghi chiusi con più di 15 persone sono consentite se può essere mantenuta la necessaria distanza e indossata la mascherina. È possibile rinunciare all’uso della mascherina soltanto se è a disposizione uno spazio molto grande, per esempio una palestra di tennis o una grande sala. All’esterno deve essere rispettata unicamente la regola del distanziamento. Sono vietati gli sport con contatto fisico. Le regole non si applicano ai ragazzi che non hanno ancora compiuto i 16 anni.

Nel settore sportivo e culturale professionale sono ammessi rispettivamente gli allenamenti e le competizioni e le prove e le esibizioni. Le attività di cori amatoriali sono vietate perché nel canto vengono emesse molte goccioline. Sono per contro ammesse le prove dei cori professionali.

Divieto dell’insegnamento presenziale nelle scuole universitarie

Da lunedÌ 2 novembre, le scuole universitarie devono passare all’insegnamento a distanza. Nelle scuole dell’obbligo e del livello secondario II (licei e formazione professionale) le attività presenziali restano ammesse.

Estensione dell’obbligo della mascherina

Dal 19 ottobre vige l’obbligo della mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, nelle aree di attesa dei trasporti pubblici, nelle stazioni e negli aeroporti. L’obbligo viene ora esteso alle aree esterne di strutture, quali i negozi, i locali per manifestazioni, i ristoranti, i bar e i mercati settimanali o natalizi.

Bisogna indossare la mascherina anche nelle aree pedonali molto frequentate e in generale nello spazio pubblico, se non può essere mantenuta la distanza necessaria.

L’obbligo è introdotto anche nelle scuole a partire dal livello secondario II. La mascherina va inoltre portata sul posto di lavoro, a meno che non possa essere rispettata la distanza necessaria (p. es. negli uffici individuali). I datori di lavoro devono nel limite del possibile permettere il telelavoro e provvedere alla protezione dei dipendenti sul luogo di lavoro.

Sono esentati dall’uso della mascherina i bambini fino al compimento dei 12 anni, le persone dispensate per motivi medici e gli ospiti di ristoranti e bar quando sono seduti al tavolo.

Possibilità di multe: la polizia potrà dare multe a chi non rispetta l’obbligo di indossare la mascherina.

Introduzione di test rapidi

Dal 2 novembre, per diagnosticare un’infezione di COVID-19 possono essere effettuati, oltre agli attuali test PCR, anche testi antigenici rapidi. In questo modo è possibile testare un maggior numero di persone e, quindi, identificare e isolare rapidamente più casi positivi.

La precisione dei test rapidi è stata valutata dal Centro nazionale di riferimento per le infezioni virali emergenti (CRIVE) di Ginevra. Rispetto ai test PCR, i test rapidi sono meno sensibili e sono indicati soprattutto se una persona è contagiosa. Per questo motivo, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ne prevede l’impiego soltanto per le persone che, secondo i criteri da esso emanati, sono considerate sintomatiche e non appartengono a un gruppo particolarmente a rischio. La comparsa dei sintomi non deve inoltre risalire a più di quattro giorni. Questi test possono essere effettuati anche su persone che non presentano sintomi, ma che hanno ricevuto una segnalazione dall’app SwissCovid. Chi risulta positivo al test rapido dovrebbe mettersi immediatamente in isolamento.

I test rapidi sono rimborsati dalla Confederazione, ma unicamente se sono stati effettuati in conformità alle raccomandazioni dell’UFSP.

Nuovo valore soglia per la quarantena per chi viaggia (Qui tutto quello che c’è da sapere sulle nuove disposizioni sulle quarantene).

Il Consiglio federale ha inoltre adeguato il valore soglia che definisce gli Stati e le regioni per i quali vige l’obbligo di quarantena e la deroga a questo obbligo per chi viaggia per motivi professionali. La modifica entra in vigore il 29 ottobre.

Dato che in Svizzera l’incidenza della COVID-19 è superiore alla media rispetto agli altri Paesi europei, il valore soglia viene innalzato. La modifica dell’ordinanza prevede che nell’elenco vengano inseriti soltanto gli Stati e le regioni la cui incidenza è superiore di 60 unità rispetto a quella della Svizzera.

Vengono inoltre adeguate le disposizioni derogatorie per chi viaggia per motivi professionali o medici. La regola che questi viaggi possono durare al massimo cinque giorni è abrogata.

La lista dei Paesi a rischio comprende ora: alcune regioni della Francia (Regione Alta Francia, Regione Isola di Francia, Regione d’oltremare Polinesia Francese), Andorra, Armenia, Belgio e Cechia.

Coronavirus: indennità per lavoro ridotto per i collaboratori su chiamata

Il 28 ottobre 2020 il Consiglio federale ha modificato l'ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione. In base al nuovo testo i lavoratori su chiamata impiegati a tempo indeterminato hanno diritto all’indennità per lavoro ridotto. La modifica entra retroattivamente in vigore il 1. settembre 2020.

Il 25 settembre il Parlamento ha deciso di ampliare la legge COVID-19 per concedere il diritto all’indennità per lavoro ridotto ai collaboratori su chiamata con un rapporto di lavoro di durata indeterminata. A tal fine ha conferito al Consiglio federale la competenza di disciplinare il diritto e il versamento dell’ILR per questa categoria di lavoratori. Con la modifica del 28 ottobre 2020 dell'ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione il Consiglio federale ha esercitato questa competenza e ha dato seguito alla richiesta del Parlamento dopo aver consultato le parti sociali e i Cantoni. La regolamentazione prevede il diritto all’indennità di lavoro a ridotto per i collaboratori su chiamata vincolati da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e impiegati da almeno sei mesi. La modifica entra retroattivamente in vigore il 1° settembre 2020. In tal modo si garantisce a questa categoria di lavoratori un diritto ininterrotto all’ILR da marzo 2020. Il diritto è limitato al 30 giugno 2020.

Nuove misure di protezione della salute e indennità per lavoro ridotto

A seguito del crescente numero di casi confermati, il Consiglio federale ha inasprito le misure di contenimento del virus. Questa decisione comporta delle conseguenze anche per l’economia ma – diversamente dalla scorsa primavera – ora esistono già le basi legali (cioè la legge COVID-19) che permettono di introdurre provvedimenti mirati per attenuare le ripercussioni della pandemia. Pertanto il margine di manovra rientra adesso nel quadro del diritto ordinario, a differenza di quanto accadeva lo scorso marzo.

Il Governo ha disposto ulteriori misure di protezione della salute. Al tempo stesso ha adottato una modifica dell’ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione, che riconosce anche ai lavoratori su chiamata il diritto all’indennità per lavoro ridotto. L’ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione permette di applicare senza interruzione le disposizioni principali sull’indennità per lavoro ridotto durante la pandemia. Per il Consiglio federale è fondamentale arginare l’impatto economico. L’obiettivo è evitare per quanto possibile chiusure totali di aziende, che comporterebbero conseguenze di ampia portata. Ciononostante è prevedibile che determinati settori e imprese vengano duramente colpiti. Da quando è iniziata questa crisi il Consiglio federale ha adottato misure di portata storica per attenuare le ripercussioni economiche, con l’obiettivo di preservare posti di lavoro e fonti di reddito. Questo intervento ha permesso di evitare un crollo più grave e molte delle misure potranno essere ancora utilizzate.

- Un esempio è dato dalle prestazioni di sostegno dell’assicurazione contro la disoccupazione, in particolare l’indennità per lavoro ridotto, per la quale il Consiglio federale ha prolungato la durata di riscossione da 12 a 18 mesi. La legge COVID-19 ha permesso di integrare nel diritto ordinario e quindi di perennizzare diverse misure introdotte in primavera in virtù del diritto di necessità.

- La legge COVID-19 fornisce inoltre al Consiglio federale la base legale per consentire ai lavoratori indipendenti e alle persone assimilabili a un datore di lavoro di ricevere l’indennità di perdita di guadagno (IPG) per il coronavirus nel caso in cui debbano interrompere o limitare fortemente la loro attività a seguito delle misure disposte per far fronte all’epidemia di COVID-19.

- Inoltre, questa base legale permette alla Confederazione di co-finanziare provvedimenti cantonali per i casi di rigore a beneficio delle imprese più colpite. La Confederazione e i Cantoni stanno lavorando all’IPG per il coronavirus e alla regolamentazione per i casi di rigore e provvederanno, tenendo conto della legge COVID-19, a una loro rapida attuazione.

- La legge COVID-19 prevede infine misure di sostegno per i settori sport, cultura e trasporti pubblici.

Le misure adottate finora si sono dimostrate adeguate ed efficaci. Il Consiglio federale osserva monitora con costanza gli sviluppi economici ed esamina l’eventuale necessità di intervento. La strategia di procedere passo per passo e di concentrarsi su misure mirate laddove necessario si è finora dimostrata valida. La scorsa primavera, durante la situazione straordinaria dichiarata a livello nazionale in conformità con la legge sulle epidemie, il Consiglio federale ha potuto emanare ordinanze urgenti secondo il diritto di necessità che si discostano dal diritto ordinario. Nel mese di giugno 2020 è stata revocata la situazione straordinaria, pertanto da allora si applica la situazione particolare secondo la legge sulle epidemie. Diversamente dallo scorso marzo, il margine di manovra del Consiglio federale rientra di nuovo nel diritto ordinario.

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