CO2, sì alla tassa sui biglietti aerei

Camere federali

Via libera dal Nazionale alla nuova legge sul CO2 che mira agli obiettivi stabiliti nell’Accordo di Parigi sul clima - Intanto gli Stati accolgono la proposta per le rendite ponte e la revisione della legge per limitare il numero dei medici - Approvata la clausola d’urgenza per l’applicazione SwissCovid, ora tocca al Consiglio nazionale

CO2, sì alla tassa sui biglietti aerei
© KEYSTONE/Peter Schneider

CO2, sì alla tassa sui biglietti aerei

© KEYSTONE/Peter Schneider

(Aggiornato alle 18.17) Benzina, nafta e biglietti aerei più cari. È in estrema sintesi il contenuto della nuova Legge sul CO2 adottata oggi dal Consiglio nazionale con 135 voti contro 59 dopo un dibattito durato quasi 13 ore. Il suo scopo è raggiungere gli obiettivi stabiliti nell’Accordo di Parigi sul clima, ossia di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 50% entro il 2030 (rispetto al 2006). Il dossier torna ora agli Stati per l’esame delle divergenze.

Oltre all’aumento del prezzo dei carburanti fino a 10 centesimi al litro al massimo (12 a partire dal 2025) e una tassa sui biglietti d’aereo compresa fra 30 e 120 franchi, la legge prevede tutta una serie di altre misure. Le principali sono la riduzione del 75% delle emissioni di CO2 in Svizzera, il quasi divieto del riscaldamento a nafta e l’istituzione di un fondo per il clima. Anche il settore finanziario sarà chiamato in causa: la revisione legislativa incarica la FINMA e la Banca nazionale di misurare periodicamente i rischi finanziari legati al cambiamento climatico.

I Verdi avrebbero voluto un ammontare superiore per chi viaggia in classe superiore: «Un viaggio in first class emette il triplo di CO2 rispetto a uno in classe economica», ha affermato Kurt Egger (Verdi/TG) sostenendo come anche la tassa vada adeguata di conseguenza. La maggioranza ha però bocciato la proposta per non sovraccaricare troppo il progetto.

Matthias Jauslin (PLR/AG) avrebbe invece, da parte sua, voluto sospendere l’applicazione della tassa fino a quando non sarà trovato un accordo con la Francia in merito all’aeroporto di Basilea-Mulhouse, situato in territorio francese. Oggi, il 92% dei voli partono dal settore svizzero, non ha senso ritardare tutto il progetto per un piccolo 8%, ha replicato, con successo, Kurt Egger.

Sì a eventuali rincari sulla benzina
In precedenza, come detto, si era discusso del previsto aumento del prezzo della benzina. La legge impone già oggi agli importatori di carburanti di compensare parte delle loro emissioni del CO2. Con la riforma si potrà arrivare fino al 90%. Una quota compresa tra il 15% e il 20% dovrà essere compensata in Svizzera.

La conseguenza sarà un possibile aumento del prezzo dei carburanti, fissata ad un massimo di 10 centesimi, 12 dal 2025. Christian Wasserfallen (PLR/BE) ha chiesto di limitare l’incremento ad un massimo di 8 centesimi, anche nell’ottica di un possibile referendum.

Tale cifra, ha replicato la consigliera federale Simonetta Sommaruga, è solo un tetto massimo, necessario per avere un margine di manovra. Attualmente il limite è 5 centesimi al litro, ma la tariffa effettivamente applicata è inferiore (tra 1,5 e 2 cts/litro, ndr.), ha precisato ricordando che sono gli importatori a fissare le maggiorazioni di prezzo.

Disoccupati anziani, la rendita ponte è una realtà

Il Consiglio degli Stati ha accolto oggi la proposta della conferenza di conciliazione per 27 voti a 16 (2 astensioni) dando così il via libera al progetto di rendita ponte destinato ai disoccupati dai 60 anni in avanti «espulsi» dal mercato del lavoro. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

L’ultimo ostacolo tra i due rami del Parlamento riguardava il tetto massimo per le rendite ponte destinate ai disoccupati soli. Su questo punto della legge ha prevalso la versione del Consiglio nazionale: il tetto massimo deve corrispondere a 2,25 volte i bisogni vitali. A differenza dei «senatori», per la Camera del popolo la rendita per le persone sole deve essere aumentata da 38.900 a 43.762 franchi. Gli Stati proponevano il fattore 2.

Le spese legate a una malattia o all’invalidità saranno rimborsate alle persone che ricevono una rendita ponte. Ma non dovranno superare i 5.000 franchi per le persone sole o il doppio per le coppie sposate.

Una questione di dignità

Oggi nel plenum una minoranza UDC, PLR e PPD ha tentato di «silurare» l’intero progetto, sostenendo che con la crisi alle porte causata dalla pandemia, la Svizzera non può permettersi di ampliare ulteriormente la socialità.

I 150 milioni di costi annuali stimati rischiano di gonfiarsi a dismisura a causa del previsto incremento della disoccupazione, anche perché molti datori di lavoro, sapendo dell’esistenza di questa rete di protezione supplementare, non avranno più remore a sbarazzarsi di collaboratori anziani che costano molto. Per Thomas Minder (Indipendente/SH), questa nuova assicurazione non farà che attirare ancora più lavoratori dall’estero, incrementando nel contempo la pressione sul mercato del lavoro.

Per i fautori della legge, invece, è proprio in un periodo come questo, contraddistinto dall’incertezza, che è necessaria una rendita ponte per quei lavoratori che all’approssimarsi della pensione vengono licenziati e non trovano più un lavoro, nonostante le centinaia di candidature inviate. Non è giusto che chi ha lavorato una vita versando puntualmente i contributi sociali, finisca in assistenza dopo aver dato fondo alla cassa pensione: è giusto fare in modo che queste persone, disoccupate senza colpa, possano andare in pensione con dignità.

A partire dai 60 anni

Stando al progetto uscito dalle deliberazioni, la rendita ponte dovrà essere corrisposta soltanto a chi esaurisce il diritto all’indennità di disoccupazione dopo aver compiuto 60 anni.

In un primo tempo, il Consiglio nazionale aveva stabilito che la rendita andava concessa a partire dai 60 anni oppure a chi, poco prima di compierli, aveva esaurito il diritto all’indennità.

Le indennità per compiti educativi e assistenziali saranno inclusi nel calcolo dei contributi all’AVS. Si tratta di rispondere a una richiesta delle madri che si occupano dei loro figli durante 16 anni. Questa modifica tocca un centinaio di persone di cui una maggioranza sono donne.

Un disoccupato anziano avrà diritto a una rendita ponte se la sua sostanza netta è inferiore alla metà della soglia per le complementari. Ciò equivale a meno di 50.000 franchi per le persone sole e a meno di 100.000 per le coppie sposate. L’esecutivo aveva stabilito questi tetti al doppio: 100’000 franchi nel primo caso e 200’000 nel secondo.

Periodo contributivo di 20 anni

Per accedere alla rendita ponte, il governo ha previsto un periodo contributivo all’AVS di almeno 20 anni, di cui cinque dopo i 50 anni, e aver guadagnato almeno 21.330 franchi all’anno. Solo le persone aventi il loro domicilio e la loro residenza abituale in Svizzera e che hanno lavorato nella Confederazione durante un determinato periodo ne potranno beneficiare.

Inoltre, le persone interessate dalle disposizioni transitorie avranno l’obbligo ogni anno di provare di aver compiuto degli sforzi per reintegrarsi professionalmente.

Cadere in povertà

La nuova legge è pensata per chi perde il lavoro dopo il 58. compleanno. Il governo vuole impedire ai disoccupati anziani di cadere in povertà ed evitare di introdurre nel mercato del lavoro incentivi indesiderati.

La legge era stata elaborata per rendere più accettabile la libera circolazione delle persone in previsione della votazione, il 17 maggio (poi spostata a settembre a causa della pandemia), sull’iniziativa popolare dell’Unione democratica di centro che ne chiede la disdetta.

La riforma per limitare il numero dei medici è pronta per le votazioni finali

La revisione della legge per limitare il numero dei medici e controllare l’aumento dei costi della salute è pronta per le votazioni finali. Dopo il Nazionale, oggi anche il Consiglio degli Stati ha accolto - con 40 voti favorevoli e 3 contrari - le proposte della conferenza di conciliazione. Per i «senatori» si è trattato di una mera formalità, visto che è la loro opzione ad aver prevalso.

Gli assicuratori non beneficeranno di un diritto di ricorso contro le decisioni dei cantoni concernenti la fissazione e il calcolo del numero massimo di medici autorizzati ad esercitare. La conferenza di conciliazione si è allineata alla versione del Consiglio degli Stati su questo punto, ha indicato Pirmin Bischof (PPD/SO) a nome della commissione.

Le casse malati potranno invece chiedere il ritiro dell’autorizzazione ad esercitare di un medico se il criterio economico e la qualità delle prestazioni fornite non saranno soddisfatte. I due rami del Parlamento si erano già messi d’accordo su questo aspetto.

Canalizzare l’offerta

La modifica della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal), in particolare per quanto attiene ai fornitori di prestazioni ammessi ad esercitare la professione medica, deve subentrare, dopo il mese di giugno del 2021, all’attuale moratoria sull’apertura di studi medici prolungata più volte negli scorsi anni.

Le nuove disposizioni mirano a canalizzare l’offerta dei fornitori di prestazioni nell’assicurazione obbligatoria al fine di frenare l’aumento dei costi.

Dovrebbero consentire di mettere la parola fine alle soluzioni transitorie che durano da 20 anni, ha sottolineato in aula il ministro della sanità Alain Berset. Il Consiglio federale disciplina le condizioni generali di ammissione dei nuovi specialisti, la legge definisce talune esigenze che andranno soddisfatte. Dal canto loro, i Cantoni fisseranno il numero di medici che forniscono prestazioni ambulatoriali a carico dell’assicurazione malattie.

Tetti massimi

Le limitazioni all’apertura di nuovi studi medici si applicheranno a uno o più ambiti specialistici o in talune regioni. I Cantoni potranno inoltre decidere autonomamente di non rilasciare nuove autorizzazioni ad esercitare se i costi aumenteranno in modo superiore alla media.

I medici già ammessi e che hanno fornito cure rimborsate non saranno interessati da questi tetti massimi. Lo stesso dicasi per quelli che esercitano nel settore ambulatoriale di un ospedale e vi proseguono la loro attività.

Competenze linguistiche

Le competenze linguistiche dei medici autorizzati a praticare sono pure state precisate in conferenza di conciliazione seguendo la versione degli Stati. Gli specialisti dovranno disporre delle competenze linguistiche necessarie nella regione in cui esercitano. Tali competenze saranno valutate con un test.

Dagli esami di lingua saranno esonerati quei medici che hanno conseguito, nella lingua ufficiale della regione in cui esercitano la loro attività, una maturità liceale svizzera, il diploma federale di medico o un diploma estero riconosciuto.

Applicazione Swiss Covid, primo sì alla clausola d'urgenza

Con 42 voti favorevoli e 1 contrario, il Consiglio degli Stati ha approvato la clausola d’urgenza in merito alle basi legali che permetteranno l’introduzione in Svizzera di una applicazione per smartphone per il tracciamento di prossimità, allo scopo di contenere la diffusione del coronavirus. L’app sarà disponibile al più tardi dal 1. luglio.

L’applicazione SwissCovid, attualmente in fase di test, permetterà di avvertire gli utenti che sono stati in contatto con persone risultate poi positive alla COVID-19. L’impiego dell’app, che non utilizza né dati personali né informazioni sulla posizione, è facoltativo. I dati registrati saranno cancellati dopo 21 giorni, ha ricordato il relatore commissionale Paul Rechsteiner (PS/SG).

I dati saranno trattati, per quanto possibile, su componenti decentralizzate. Per il funzionamento dell’app è però necessario ricorrere a servizi esterni, come la tecnologia bluetooth di Google e Apple. L’Incaricato federale della protezione dei dati ha comunque dato il suo benestare.

L’installazione dell’applicazione sarà facoltativa, e non si potrà discriminare chi non la vuole usare, aveva spiegato la scorsa settimana il consigliere federale Alain Berset nei dibattiti nelle due Camere. Chiunque intenzionalmente rifiuti a una persona, per la sua non partecipazione al sistema, un servizio da lui offerto e destinato al pubblico (come ad esempio l’accesso a un ristorante) sarà infatti punito con una multa. I datori di lavoro non possono inoltre impedire - né obbligare - i propri collaboratori ad installare l’app.

Chi riceve una segnalazione di esposizione al virus dall’app è invitato a informare il proprio medico. Qualora questi dovesse ordinare la quarantena, si avrà diritto alle indennità di perdita di guadagno (IPG), analogamente a chi è stato testato positivamente, aveva spiegato Berset. Chi riceve una segnalazione dalla propria applicazione SwissCovid potrà farsi testare gratuitamente presentando il messaggio ricevuto sul telefonino.

La revisione della Legge sulle epidemie consente anche al Consiglio federale di concludere accordi per collegare l’app svizzera con i sistemi esteri corrispondenti. La modifica legislativa ha effetto sino al 30 giugno 2022 dopodiché tutte le modifiche decadono.

L’oggetto torna ora al Consiglio nazionale, che dovrà approvare a sua volta la clausola d’urgenza.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1