Con i farmaci biotech si potrebbero risparmiare 100 milioni all’anno di premi assicurativi

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È la conclusione tratta dal cosiddetto Barometro dei biosimilari (i generici su base biotecnologica), pubblicato per la prima volta in Svizzera

Con i farmaci biotech si potrebbero risparmiare 100 milioni all’anno di premi assicurativi
© CdT/Zocchetti

Con i farmaci biotech si potrebbero risparmiare 100 milioni all’anno di premi assicurativi

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Il potenziale di risparmio dei preparati d’imitazione dei medicinali prodotti biotecnologicamente non è sufficientemente sfruttato in Svizzera. E vengono così sprecati almeno 100 milioni di franchi all’anno di premi assicurativi. È la conclusione del cosiddetto Barometro dei biosimilari (i generici su base biotecnologica), pubblicato per la prima volta.

Nel 2020, circa il 75% dell’aumento dei costi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie è imputabile ai trattamenti per il cancro e le malattie autoimmuni, afferma un comunicato odierno dell’associazione delle assicurazioni malattia Curafutura, del gruppo di lavoro Biosimilar.ch e dell’associazione industriale Intergenerika.

I farmaci prodotti con biotecnologie sono fondamentali per il trattamento di queste malattie, ma sono complessi e costosi. Secondo gli autori del Barometro dei biosimilari, l’alternativa dei «generici» di imitazione è conveniente e altrettanto efficace. Secondo i calcoli di Intergenerika, si potrebbe far risparmiare al sistema sanitario svizzero circa 100 milioni di franchi all’anno.

Anche un rapporto di esperti della Scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) aveva già stimato che l’aumento dell’uso dei biosimilari potrebbe ridurre i costi farmaceutici da 17 a 100 milioni di franchi all’anno.

Curafutura, Biosimilar e Intergenerika notano che, nel sistema attuale, più alto è il prezzo del farmaco maggiore è il guadagno per farmacisti e medici. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) dovrebbe quindi agire rapidamente ed eliminare gli incentivi sbagliati come l’attuale sistema del margine di guadagno; altrimenti il denaro dei premi continuerebbe ad essere sperperato.

Secondo il «barometro» ci sono anche «grandi differenze inspiegabili dal punto di vista medico tra le regioni della Svizzera». I biosimilari sono utilizzati molto più frequentemente in Romandia e Ticino che nella Svizzera tedesca. Gli autori del rapporto ritengono che gli ospedali e le autorità sanitarie cantonali abbiano una responsabilità in questo senso.

Nel comunicato stampa odierno si sottolinea poi che il potenziale di risparmio futuro attraverso un uso più diffuso di preparati di imitazione sarà ancora maggiore, poiché i brevetti dei farmaci biologici più venduti scadranno presto. E i corrispondenti biosimilari sono in fase di sviluppo.

Questi ultimi non sono completamente identici ma molto simili ai preparati originali. Si tratta di una versione «alternativa» di un farmaco biologico già autorizzato per uso clinico, la quale è analoga per caratteristiche fisico-chimiche, efficacia e sicurezza. In genere tali preparati sono fino al 25% più economici.

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