Con il coronavirus più timore per le visite culturali

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Secondo un sondaggio, un terzo della popolazione svizzera intende riprendere le visite culturali soltanto quando sarà completamente superata la crisi legata alla pandemia

Con il coronavirus più timore per le visite culturali
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Un terzo della popolazione svizzera intende riprendere le visite culturali soltanto quando sarà completamente superata la crisi legata al coronavirus. Lo dice un sondaggio realizzato a fine agosto, per conto dell’Ufficio federale della cultura (UFC) e della Conferenza dei delegati cantonali agli affari culturali (CDAC).

A inizio giugno soltanto un quarto della popolazione la pensava così, stando a una nota diffusa oggi dall’UFC. Il sondaggio evidenzia inoltre un ampio consenso per le misure di protezione introdotte e per il sostegno pubblico al settore della cultura.

Mentre all’inizio di giugno il 24% delle persone intervistate era pronto a visitare istituzioni o manifestazioni culturali senza grandi preoccupazioni, a fine agosto la percentuale si è ridotta al 18%. Nell’ultimo sondaggio, il 42% degli intervistati ha inoltre dichiarato di non voler riprendere le visite culturali prima del 2021, contro il 22% del primo sondaggio.

Stando alla nota, si riscontrano alcune differenze nel tipo di offerta culturale: mentre il 36% degli intervistati dice di non voler visitare un museo o una mostra prima del 2021, la percentuale riguardante spettacoli dal vivo - come concerti, rappresentazioni teatrali o di danza - è del 43%.

Rispetto a tre mesi fa la richiesta di misure di protezione è ora più marcata. A inizio giugno, il 36% della popolazione era favorevole all’obbligo di indossare la mascherina negli spazi chiusi, mentre ora la percentuale è salita al 65%.

Si registra anche un forte incremento - dal 25 al 43% - del consenso per l’obbligo di registrare gli ospiti di eventi pubblici in elenchi specifici. Queste misure - scrive l’UFC - sono maggiormente accettate dai più anziani, ma hanno avuto un riscontro favorevole anche fra i giovani.

Settore culturale «a rischio»

Fra chi nella scorsa stagione era abbonato o membro di un’istituzione culturale - ossia il 18% delle persone intervistate - soltanto il 46% dice di voler rinnovare come di consueto l’abbonamento. Il 43% degli attuali abbonati intende invece ridurre la spesa per gli abbonamenti o non affrontarla affatto.

Dal sondaggio emerge inoltre che l’86% delle persone intervistate considera a rischio il settore culturale. Per il 41% lo è in parte o significativamente più di altri settori. La percentuale di coloro che considerano il settore culturale più a rischio rispetto ad altri settori professionali è peraltro sensibilmente maggiore nella Svizzera francese (51%) e italiana (48%) rispetto a quella tedesca (37%).

Il sondaggio è stato condotto dall’agenzia «L’Oeil du Public (Suisse)» tra il 20 agosto e il 2 settembre 2020 su un campione rappresentativo composto da 1197 persone in tutta la Svizzera.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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