Congedo di 14 settimane per curare i figli gravemente malati

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Lo prevede la nuova Legge federale sul miglioramento della conciliabilità tra attività lucrativa e assistenza ai famigliari approvata senza opposizioni dal Consiglio degli Stati

Congedo di 14 settimane per curare i figli gravemente malati
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Ai genitori con figli gravemente malati o feriti saranno concesse fino a 14 settimane di congedo retribuito. Lo prevede la nuova Legge federale sul miglioramento della conciliabilità tra attività lucrativa e assistenza ai famigliari approvata oggi senza opposizioni dal Consiglio degli Stati. Il dossier torna ora al Nazionale per l’esame delle divergenze.

Il congedo dovrà essere preso nell’arco di 18 mesi e sarà finanziato tramite un’indennità di assistenza, integrata nell’ordinamento di quelle per perdita di guadagno (IPG). Le famiglie che affrontano ogni anno situazioni di questo tipo sono circa 4500. Le spese aggiuntive sono stimate in 75 milioni di franchi.

Il disegno di legge prevede anche altre misure volte a regolamentare le assenze professionali di breve durata: i genitori avrebbero diritto a un congedo pagato di al massimo tre giorni per evento e dieci all’anno, ha ricordato Paul Rechsteiner (PS/SG) a nome della commissione.

La nuova base legale prevede anche di includere le persone con una invalidità di grado lieve fra coloro che hanno diritto agli accrediti per compiti assistenziali dell’AVS. Potranno inoltre ottenere accrediti anche le persone che assistono i conviventi, a condizione che la coppia abbia vissuto in comunione domestica da almeno cinque anni.

La legge contempla un adeguamento del versamento dell’assegno per grandi invalidi e del supplemento per cure intensive dell’AI. Attualmente si perde il diritto appena il figlio minorenne viene ricoverato in ospedale. In futuro, ciò avverrà unicamente dopo aver trascorso un intero mese in cura.

Per quel che riguarda la normativa sulle prestazioni complementari (PC), gli Stati hanno adeguato il tetto massimo per le pigioni introdotto con la più recente revisione al riguardo. In tal modo si vuole assicurare che le persone in situazione di handicap che convivono con i genitori o altri non debbano modificare la propria situazione abitativa o addirittura trasferirsi in un istituto per motivi finanziari.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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