Coronavirus, adesso si pedala

Pandemia

La popolazione ha spostato le sue preferenze dai trasporti pubblici ai mezzi individuali: è boom di vendite di biciclette

Coronavirus, adesso si pedala
©CdT/Chiara Zocchetti

Coronavirus, adesso si pedala

©CdT/Chiara Zocchetti

La crisi del coronavirus e lo spostamento delle preferenze della popolazione dai trasporti pubblici verso mezzi individuali stanno facendo la fortuna dei rivenditori di biciclette. Da quando i negozi hanno riaperto, tale commercio ha registrato un’esplosione delle vendite.

«A maggio le cifre sono state tre volte superiori a quelle dell’anno precedente», rivela all’agenzia AWP Martin Platter di Velosuisse. L’elevata domanda sta addirittura causando una carenza di alcuni articoli. «Mountain bike, bici per bambini e city bike sono particolarmente richieste», aggiunge l’esperto.

La stessa tendenza si nota per le biciclette elettriche, ma i consumatori non disdegnano nemmeno modelli dell’anno scorso o usati. Stando a Platter «la maggior parte dei produttori ha ora termini di consegna che vanno dalle tre alle otto settimane».

Daniel Schärer, portavoce dell’associazione di categoria 2ruote Svizzera, evidenzia come il blocco della produzione in alcuni Paesi chiave può comportare lacune nelle forniture. A livello di pezzi di ricambio la situazione è ancora buona, ma in alcuni singoli casi ci possono essere colli di bottiglia o periodi di attesa, precisa Platter. In ogni caso, fa notare, la forza lavoro nelle fabbriche e nelle officine non può venire «aumentata a piacimento», in quanto permangono le solite regole igieniche e di distanziamento sociale.

Secondo Schärer «c’è stata una domanda forte e inaspettata per tutti i veicoli a due ruote». Anche se il settore vive sempre la sua stagione di punta fra aprile e giugno, si può dunque parlare «di un vero e proprio boom». «La gente ha bisogno della bicicletta per il suo tempo libero, ma anche per i tragitti verso il lavoro», mette in risalto lo stesso Schärer.

Questo boom si poteva già intuire in aprile, dato che molti chiedevano pneumatici o riparazioni di vecchie forcelle. Ciò dimostra che in tanti stavano già sistemando i vecchi rampichini, afferma Platter. La fine del momento magico non è dietro l’angolo: «Il mercato è lontano dalla saturazione e l’introduzione dell’obbligo di mascherine su treni e bus può dare un ulteriore impulso».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1