Costi sanitari, il secondo pacchetto è in cure intense

Berna

Criticatissimo il progetto del Consiglio federale, controproposta all’iniziativa del PPD per frenare le spese - L’Esecutivo dovrà prevedere cambiamenti per tenerlo in vita - Dagli assicuratori al personale di cura nessuno è soddisfatto - Bocciati da molti il tetto massimo e l’idea di un consultorio obbligatorio iniziale

Costi sanitari, il secondo pacchetto è in cure intense
© CdT/Archivio

Costi sanitari, il secondo pacchetto è in cure intense

© CdT/Archivio

Fosse un paziente si troverebbe già in ospedale in cure intense: il secondo pacchetto di misure per contenere i costi della salute del Consiglio federale esce malissimo dalla fase di consultazione, appena terminata. A essere particolarmente controversi sono il tetto massimo dei costi e l’idea di un consultorio iniziale obbligatorio. Per tenere in vita il suo progetto il Governo dovrà prevedere cambiamenti.

Medici, infermieri, assicuratori, industria farmaceutica, sindacati e consiglieri di Stato: il pacchetto viene criticato un po’ da tutti i fronti. E chi accoglie sostanzialmente i due punti fondamentali della proposta mette in dubbio il modo in cui è stato progettata, chiedendo miglioramenti.

I punti principali del secondo pacchetto sono una sorta di limite di costo e un servizio di consulenza iniziale obbligatorio. La Confederazione e i Cantoni dovrebbero stabilire ogni anno di quanto possono aumentare i costi, ad esempio per le cure stazionarie, le cure ambulatoriali o i farmaci. Il pacchetto, che contiene in totale dieci misure, dovrebbe consentire un risparmio di circa un miliardo di franchi. Presentato in agosto, il progetto è una controproposta indiretta all’iniziativa «Per un freno ai costi» del PPD.

I direttori cantonali i più positivi

Fra i vari attori che si sono espressi, la Conferenza dei direttori cantonali della sanità è generalmente la più positiva. La maggior parte dei suoi membri sostiene le misure proposte. Tuttavia, avvertono, ci sono ancora troppe domande sull’attuazione e sull’efficacia dell’obiettivo annuale finanziario e dei centri di consulenza iniziali.

Il centro di consulenza iniziale è un passo nella giusta direzione anche per l’Unione sindacale svizzera, che propone l’introduzione di un centro di consulenza e coordinamento, magari presso studi di medici di famiglia o pediatri che sarebbero responsabili per la consultazione iniziale e la gestione dei dossier. I sindacati respingono però l’introduzione di un obiettivo finanziario.

Fischi da medici e infermieri

L’associazione medica FMH respinge entrambi i punti chiave. Gli obiettivi si tradurrebbero in tempi d’attesa e rinvii. Un tetto massimo, avvertono i medici, è la misura con gli effetti più gravi sulla cura del paziente, perché porta a un sistema di medicina a due livelli (un timore condiviso anche da altri partecipanti alla consultazione). Per la FMH un centro di consulenza iniziale obbligatorio significherebbe poi l’abolizione della libera scelta del medico. Oggi già due terzi degli assicurati hanno scelto un modello medico di famiglia o HMO, beneficiando di sconti. Per l’FMH, per aver meno costi servirebbe un finanziamento uniforme delle prestazioni ambulatoriali e ospedaliere.

Per l’Associazione svizzera degli infermieri il puro controllo finanziario comporta il grande pericolo che l’auspicato aumento di efficienza venga realizzato a spese del personale sanitario, con un impatto negativo sulle cure. Il modello «gatekeeper» sarebbe poi obsoleto: per gli infermieri è incomprensibile il motivo per cui i centri di consulenza iniziale dovrebbero essere gestiti solo da medici.

E gli assicuratori che dicono? Santésuisse è a favore di elementi di controllo come gli obiettivi di costo e i centri di consulenza iniziale. Ma le soluzioni proposte dal Governo sono troppo burocratiche, quindi costose. Per Curafutura il pacchetto limita la concorrenza e frena l’innovazione.

Da parte sua l’industria farmaceutica è disposta a sostenere i modelli di prezzo offerti se i pazienti ottengono in cambio un rapido accesso alle innovazioni. Ma la delega della fissazione dei prezzi al Consiglio federale, scrive Interpharma, è inaccettabile.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1