Crescono le eredità e anche le disuguaglianze

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La metà della ricchezza degli svizzeri proviene da un lascito ma soltanto il 5% va a beneficio di persone al di sotto dei 40 anni

Crescono le eredità e anche le disuguaglianze
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La metà della ricchezza degli svizzeri proviene da un’eredità. L’importo complessivo di eredità e donazioni è in costante aumento, mentre crescono anche le disuguaglianze nella distribuzione del patrimonio.

Nel 2020 il volume delle eredità e delle donazioni dovrebbe raggiungere i 95 miliardi di franchi, contro 36 miliardi di franchi nel 1999, secondo uno studio pubblicato sulla rivista «Social Change in Switzerland».

Dall’indagine emerge inoltre che soltanto il 5% delle eredità va a beneficio di persone al di sotto dei 40 anni. E che la riduzione delle imposte di successione ha causato soltanto perdite ai Cantoni in termini finanziari.

Lo studio, realizzato da Marius Brülhart, dell’Università di Losanna, prende in esame l’evoluzione delle eredità in Svizzera dal 1911. Da esso emerge che il volume crescente di beni trasmessi agli eredi è stato soggetto ad un’imposizione sempre più bassa nel corso degli ultimi decenni. Se nel 1990 ogni franco andato in eredità era tassato al 4,1%, l’aliquota dell’imposta di successione è ora all’1,4% nella media svizzera.

Altro risultato rilevante è l’aumento dell’età dei beneficiari: quasi li 60% di tutte le eredità vanno a persone che hanno più di 60 anni. Lo stesso vale per le donazione, che sono destinate soltanto per il 19% a persone al di sotto dei 40 anni.

Crescono disuguaglianze

La crescita dei patrimoni ereditati va peraltro di pari passo con un aumento delle disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza. Oggi l’1% dei contribuenti più ricchi possiede più del 40% del patrimonio privato in Svizzera.

Negli ultimi quarant’anni, le successioni hanno beneficiato di notevoli sgravi fiscali, anche se l’aumento dei patrimoni e delle successioni è stato notevolmente superiore alla crescita economica complessiva.

Secondo il ricercatore, l’imposta di successione risulterebbe da questo punto di vista più efficace e più equa rispetto all’imposta sul reddito. Malgrado ciò molti Cantoni hanno ridotto l’imposta di successione in nome della concorrenza fiscale e per paura di perdere ricchi contribuenti.

Lo studio dimostra che gli sgravi fiscali non hanno portato a delocalizzazioni significative. A differenza dell’imposta sul reddito, l’imposta di successione sembra non avere praticamente alcuna influenza sulla scelta della residenza dei ricchi. In altre parole: la riduzione dell’imposta di successione è stata un’attività in perdita per i Cantoni.

Secondo i calcoli del professor Brüllhart, se i Cantoni decidessero di aumentare l’aliquota della tassa di successione dall’attuale 1,4% al 4%, le casse cantonali e comunali potrebbero raccogliere circa 2,5 miliardi di franchi di entrate supplementari.

La serie di studi Social Change in Switzerland documenta l’evoluzione della struttura sociale in Svizzera. È pubblicato dal Centro svizzero di competenza in scienze sociali FORS, con sede all’Università di Losanna, e dal centro nazionale di ricerca LIVES - «Overcoming vulnerability: a life-course perspective».

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