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Incidenti stradali: 230 morti nel 2017

Sebbene le vittime siano 14 in più dell'anno precedente, in Svizzera si conferma il trend al ribasso sul lungo periodo

Archivio CdT
 
13
marzo
2018
10:17
Red. Online

BERNA - Sono 230 le persone che nel corso del 2017 hanno perso la vita sulle strade svizzere, 14 in più rispetto all'anno precedente, mentre il numero di feriti gravi è sceso a 3.654, con un calo di 131 unità. Los corso anno sono inoltre aumentati gli incidenti mortali che hanno coinvolto motociclisti e ciclisti mentre è sceso ancora il tasso di mortalità pedonale. Fortunatamente, nel raffronto di lungo periodo i dati degli incidenti seguono un trend al ribasso, confermando l'efficacia delle misure di sicurezza in vigore. È quanto emerge dal registro dell'Ufficio federale delle strade (USTRA).

Le cifre nel dettaglio
Nel 2017 gli incidenti stradali sono stati causa complessivamente di 230 decessi, 14 in più rispetto all'anno precedente ma in netto calo rispetto al 2013, quando le vittime furono 269 (2014: 243, 2015: 253, 2016: 216). Analogo l'andamento di lungo periodo dei feriti gravi, sceso dai 4.129 del 2013 ai 3.654 del 2017 (2014: 4.043, 2015: 3.830, 2016: 3.785). Questo tipo di tendenza conferma l'efficacia delle misure per la sicurezza stradale.

Nel 2017 il numero di morti fra chi viaggiava a bordo di automobili è stato di 78, mentre 781 sono stati i feriti gravi, rispettivamente 3 in più e 91 in meno rispetto all'anno precedente. Significativo il fatto che i dati del mese di gennaio 2017 siano particolarmente elevati, 12 morti e 92 feriti gravi a bordo di automobili, registrati in gran parte per incidenti dovuti a perdita del controllo del mezzo o errore del conducente su strade extraurbane, soprattutto per il mancato adeguamento della velocità al fondo stradale bagnato, ghiacciato o innevato.

Continua a scendere la mortalità fra i pedoni
Diminuisce ancora il numero di morti e feriti gravi fra i pedoni, rispettivamente pari a 47 e 577 unità nel 2017, ma va evidenziato un aumento dei decessi sulle strisce pedonali; su un totale di 20 persone che hanno perso la vita in questo modo, tre quarti erano anziani (≥ 65 anni di età).

Più morti sulle due ruote
L'aumento dei morti sulle strade è dovuto soprattutto agli incidenti che hanno visto coinvolti i mezzi a due ruote. Fra i motociclisti si registrano 8 vittime in più, per un totale di 51 decessi, e 1047 feriti gravi, in crescita di 48 unità. L'abolizione dell'accesso diretto alle motociclette di grossa cilindrata, prevista nel pacchetto degli adeguamenti della formazione dei conducenti, dovrebbe portare a un miglioramento della situazione. In aumento, da 6 a 10, anche il numero di morti su quadricicli leggeri a motore (come i quad), motocarri e macchine agricole.

Scendono invece da 9 a 7 i morti fra gli utenti di biciclette elettriche, mentre aumenta ancora il numero dei feriti gravi, da 201 a 224, confermando la tendenza in costante ascesa dal 2010 e che interessa in particolare le persone di mezza età o in età avanzata. La fascia compresa fra i 45 e i 64 anni rappresenta, con 123 feriti gravi, il 53% del totale, mentre gli ultrasessantacinquenni, con 61 unità, sono pari al 26%. Al fine di migliorare la sicurezza, in particolare per gli utenti di biciclette elettriche veloci, si sta vagliando l'introduzione dell'obbligo di circolare con le luci accese.

Non accenna a calare il numero di decessi fra i ciclisti tradizionali: nel 2017 i morti sono stati 30, 6 in più del 2016. In leggero miglioramento il numero dei feriti gravi, sceso del 4% a 818 unità.

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