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Al via la prima Commissione parlamentare d'inchiesta grigionese

APPALTOPOLI - L'organo dovrà indagare sullo scandalo degli appalti truccati nel settore delle costruzioni in Bassa Engadina

Maffi
Immagine d'archivio
 
13
giugno
2018
15:55
ats

COIRA - I Grigioni, per la prima volta nella storia del cantone, si dotano di una commissione parlamentare di inchiesta (CPI). L'organo, votato all'unanimità dal Gran Consiglio, dovrà indagare sullo scandalo degli appalti truccati nel settore delle costruzioni in Bassa Engadina, scoperti dalla Commissione federale della concorrenza (COMCO).

Al Parlamento cantonale la necessità di svolgere indagini supplementari sul cartello edile non è stata contestata da nessuno. I deputati di tutti i partiti vogliono evitare che il danno di immagine per i Grigioni si protragga e peggiori.

In particolare i cinque membri della CPI - un deputato per ogni gruppo parlamentare - dovranno fare piena luce sul ruolo dell'Ufficio tecnico e chiarire le circostanze dell'arresto di Adam Quadroni, l'impresario che ha fatto esplodere il caso. Per le loro indagini avranno a disposizione un credito di 600'000 franchi. Il Governo retico ha già disposto inchieste esterne sulla vicenda del cartello edile e il "caso" Quadroni.

Secondo la COMCO, quello grigionese è il più grosso cartello del settore della costruzione mai scoperto in Svizzera. Le irregolarità riguarderebbero alcune centinaia di appalti e la somma sottratta a enti pubblici e imprese private supererebbe ampiamente i 100 milioni. Globalmente la multa inflitta alle sette imprese coinvolte è di 7,5 milioni di franchi.

Le imprese decidevano chi si sarebbe aggiudicato il mandato e adattavano le offerte fino a percentuali del 45% superiori a quelle del mercato. Questi accordi illeciti - afferma la COMCO - "sono stati organizzati in parte in occasione delle riunioni" della Società grigionese degli impresari costruttori tra il 1997 e il 2008.

A far scattare le indagini sono state le rivelazioni di Adam Quadroni. L'impresario nel giugno del 2017 finì in manette e poi in clinica psichiatrica. Non è chiaro se l'arresto sia stato in relazione allo scandalo degli accordi illeciti. Le dichiarazioni in merito a un comportamento brutale della polizia fornite da Quadroni non sono state confermate. Alla procura sono pervenute due denunce penali contro ignoti in relazione a questa vicenda: una è stata inoltrata dallo stesso interessato, l'altra dal capo del Dipartimento cantonale della giustizia e della sicurezza Christian Rathgeb per verificare se siano stati commessi atti penalmente rilevanti.

Lo scandalo ha avuto ripercussioni anche a livello politico. Andreas Felix (PBD), direttore della Società retica degli impresari costruttori, ha ritirato la sua candidatura al Consiglio di Stato nel bel mezzo della campagna elettorale e il PBD ha perso un seggio. Anche il suo compagno di partito in governo, Jon Domenic Parolini, risulta invischiato nella vicenda poiché, come sindaco di Scuol, era stato informato, ma aveva fatto poco. Domenica è stato rieletto con soli 68 voti di scarto rispetto al candidato UDC Walter Schlegel, pure lui coinvolto nel caso "Quadroni" in veste di comandante della polizia cantonale. Attualmente è in corso un riconteggio delle schede e solo venerdì si saprà chi dei due occuperà il seggio.

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