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Scatta l'ora solare, domenica si potrà dormire più a lungo

Questo sistema potrebbe però venire a cadere già dall'anno prossimo, se gli Stati dell'Unione europea dovessero decidere l'abolizione del cambio d'ora

archivio CdT
 
23
ottobre
2018
14:19
ats

BERNA - Il prossimo fine settimana gli svizzeri potranno dormire più a lungo. Nella notte tra sabato e domenica, alle 3, scatta l'ora solare e bisognerà spostare le lancette degli orologi indietro di un'ora. Questo sistema potrebbe però venire a cadere già dall'anno prossimo, se gli Stati dell'Unione europea dovessero decidere l'abolizione del cambio d'ora. La Confederazione dovrà allora decidere quale soluzione adottare.

La realizzazione e la diffusione dell'ora ufficiale svizzera spetta all'Istituto federale di metrologia (METAS), indica quest'ultimo in una nota odierna, precisando che nei suoi laboratori vi sono diversi orologi atomici che permettono una precisione di alcuni millisecondi.

Il cambiamento d'orario è stato introdotto nella Confederazione dal 1981, per allinearsi a quanto già accadeva nelle nazioni vicine. In Europa, l'ora legale era stata adottata qualche anno prima con lo scopo di risparmiare energia durante la sera. Questo sistema però solleva ogni anno critiche: dagli effetti sulla salute di neonati e anziani, fino alla diminuzione della produzione di latte delle mucche.

Un'ampia consultazione pubblica all'interno dell'UE - massicciamente guidata da Germania e Paesi del Nord - ha raccolto l'opinione di oltre 4,6 milioni di persone in 28 paesi. È emerso che l'84% degli intervistati ha chiesto la fine del sistema in vigore. La Commissione europea presenterà probabilmente nel corso del prossimo anno una proposta per abolire il cambio d'ora. Spetterà però ai singoli Paesi decidere se adottare tutto l'anno l'ora solare o quella legale, in quanto la scelta del fuso orario "è competenza nazionale", mentre Bruxelles può solo stabilire se si effettua o meno il cambio d'ora. Un paradosso che potrebbe portare le varie nazioni ad abbracciare fusi orari differenti dagli stati vicini o comunque da quelli attualmente in vigore, vanificando il senso ultimo della direttiva Ue del 2000: armonizzare i sistemi per facilitare trasporti, comunicazioni e così via all'interno dell'Unione. Se il Parlamento europeo dovesse adottare questa proposta, la misura verrebbe applicata a partire dal 2019. Tuttavia, il METAS indica che il prossimo 31 marzo vi sarà di nuovo la necessità di spostare le lancette dell'orologio. Poi spetterà alla politica decidere se sarà l'ultima volta.

 

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