Internamenti amministrativi

60 mila vittime di collocamenti coatti in Svizzera

La stima è emersa da una ricerca realizzata da una commissione di esperti indipendenti istituita dal Consiglio federale

60 mila vittime di collocamenti coatti in Svizzera
(Foto Reguzzi)

60 mila vittime di collocamenti coatti in Svizzera

(Foto Reguzzi)

BERNA - Sono circa 60’000 le vittime di collocamenti coatti in Svizzera durante il XX secolo. È quanto emerge da una ricerca realizzata da una commissione di esperti indipendenti (CIE). «È una stima, ma siamo sorpresi dall’ampiezza del fenomeno», ha affermato oggi all’agenzia Keystone-ATS la storica Anne-Françoise Praz, della CIE, confermando il dato pubblicato oggi da Le Matin Dimanche e dalla NZZ am Sonntag. Istituita dal Consiglio federale nel novembre del 2014, la CIE ha raccolto e analizzato migliaia di documenti d’archivio e ascoltato testimonianze. Domani pubblicherà i primi libri sulla questione e altri usciranno in luglio. In settembre formulerà le sue raccomandazioni all’esecutivo. In Svizzera, fino al 1981, decine di migliaia di persone sono state internate sulla base di una decisione amministrativa, senza il parere di un tribunale. Molte donne sono state sottoposte a sterilizzazione o costrette all’aborto, migliaia di bambini sono stati dati in adozione contro la volontà delle loro madri o collocati in istituti e costretti a lavorare senza remunerazione. Molte di queste persone vivono in condizioni di difficoltà finanziarie o psicologiche a causa degli abusi, delle umiliazioni e della stigmatizzazione di cui sono stati oggetto per decenni.

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