Anziano spinto sui binari, le FFS dovranno pagare

la decisione

Lo ha deciso il Tribunale federale, respingendo un ricorso dell’ex regia federale - L’uomo era finito sui binari nel 2016 per colpa di un tossicodipendente

Anziano spinto sui binari, le FFS dovranno pagare
Foto Maffi

Anziano spinto sui binari, le FFS dovranno pagare

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LOSANNA - Le FFS dovranno versare danni per 35’000 franchi a un anziano che nel 2016, alla stazione di Affoltern am Albis (ZH), era stato spinto sui binari da un tossicodipendente incapace di discernimento. Lo ha deciso il Tribunale federale (TF), respingendo un ricorso dell’ex regia federale.

Il 21 marzo 2016, un 85enne era stato spinto sui binari della stazione zurighese mentre stava arrivando un treno. Investito e trascinato per diversi metri, l’anziano aveva riportato gravi ferite. L’autore del gesto, arrestato due giorni più tardi, era però stato dichiarato totalmente incapace di intendere e di volere a causa della tossicodipendenza e di un disturbo psichico.

La vittima aveva ottenuto dalle FFS un risarcimento di 35’000 franchi dal Tribunale del commercio del canton Zurigo. I giudici hanno giustificato la decisione sulla base della responsabilità oggettiva contemplata nella legge federale sulle ferrovie. L’incidente di Affoltern am Albis, secondo la Corte, ha comportato un rischio insito nell’esercizio ferroviario. Sulla decisione non ha influito il fatto che l’anziano fosse stato spinto e che quindi vi fosse intervento da parti di terzi.

L’ex regia federale ha deciso di ricorrere al TF contro la sentenza, poiché sosteneva che i giudici zurighesi non avevano tenuto conto che il rischio associato all’esercizio di un sistema ferroviario è di gran lunga inferiore al pericolo creato dall’azione intenzionale dell’autore, in questo caso il tossicodipendente con problemi mentali.

Le FFS hanno dunque invocato l’esclusione di responsabilità prevista dalla legge, ovvero che considera le cause di forza maggiore, la colpa grave del danneggiato o l’intervento di terzi.

In una sentenza pubblicata oggi, i giudici supremi rilevano che la recente revisione della legge dimostra che il legislatore si è focalizzato sulle persone suicide. In questo contesto, aggiungono, è difficile estenderne l’applicazione ad altri casi. Ciò equivarrebbe a limitare le responsabilità delle imprese ferroviarie in misura incompatibile con il principio di responsabilità causale oggettiva.

I giudici di Mon Repos sottolineano inoltre che la gravità delle ferite riportate dalla vittima è dovuta soprattutto al fatto che fosse stata trascinata dal convoglio per diversi metri. In condizioni ordinarie, il gesto dell’autore non avrebbe avuto le stesse conseguenze. Per queste ragioni, il Tribunale federale ha deciso di respingere il ricorso.

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