Attacchi verbali a un giornalista su due

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Nel 2017 il 56% degli operatori è stato contestato personalmente secondo uno studio dell’Università di Zurigo

 Attacchi verbali a un giornalista su due
(Foto Archivio CdT)

Attacchi verbali a un giornalista su due

(Foto Archivio CdT)

Azione e reazione. O anche azione, reazione e reazione alla reazione. Leggi all’apparenza semplici ma con conseguenze potenzialmente esplosive, specialmente se l’ambito è quello dei media e del processo di formazione delle opinioni. Non è nulla di nuovo: un contributo giornalistico scontenta un lettore, che – nel terzo millennio con immediatezza quasi assoluta – scrive o telefona al suo autore o, ancora, pubblica un commento in Rete. I toni, in determinati casi, possono raggiungere picchi d’altitudine eccezionali, assumendo i contorni di un’aggressione verbale. Una recente indagine dell’Università di Zurigo, anticipata sulla «NZZ», ha sondato la situazione interpellando 637 rappresentanti dei media in Svizzera. Risultato: il 56% dei giornalisti ha dichiarato di essere stato attaccato verbalmente...

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