AutoPostale: lacune anche per le indennità e le spese degli autisti

Per anni i conducenti le hanno ricevute in modo più modeste del dovuto - L'azienda gli dovrà versare due milioni di franchi di risarcimenti

AutoPostale: lacune anche per le indennità e le spese degli autisti

AutoPostale: lacune anche per le indennità e le spese degli autisti

BERNA - AutoPostale ancora nella bufera. Per anni i conducenti hanno ricevuto rimborsi spese e indennità più modesti del dovuto. Si tratta ora di stabilire se il rimborso delle somme mancanti riguarda solo il 2016 e il 2017 o se si sono verificati gli stessi ammanchi anche in precedenza.

AutoPostale verserà ai suoi autisti due milioni di franchi di risarcimenti. La notizia, diffusa dal Blick, è stata confermata dall'azienda. Gli errori di calcolo riguardano le compensazioni delle pause. Quando un conducente è costretto a effettuare una pausa in un luogo diverso rispetto alla sede di lavoro, ha diritto a un'indennità e una compensazione in tempo di lavoro.

Diversi autisti hanno contattato negli ultimi mesi il sindacato Syndicom segnalando errori nei rimborsi. All'inizio si pensava si trattasse di casi singoli, ma poi è emerso che le lacune erano sistematiche, ha detto il portavoce Christian Capacoel all'agenzia Keystone-ATS. Il sindacato ha dunque informato AutoPostale. L'impresa precisa di aver immediatamente reagito e corretto l'errore, già il 10 dicembre 2017.

Secondo il sindacato non è possibile al momento stabilire quando siano iniziati gli ammanchi per mancanza di informazioni da parte di AutoPostale. Syndicom ritiene che gli errori nei rimborsi spese e indennità risalgano a prima dell'entrata in vigore dell'attuale Contratto collettivo di lavoro (CCL).

AutoPostale però intende rimborsare solo gli ammanchi a partire dal primo gennaio 2016, data di entrata in vigore del CCL. Prima di allora, sostiene l'impresa, i rimborsi non rispettavano pienamente la Legge federale sul lavoro nelle imprese di trasporti pubblici e la relativa ordinanza. Per il sindacato invece i lavoratori avrebbero diritto ai rimborsi di cinque anni, stando alla legge sul lavoro e al Codice delle obbligazioni.

Il rimborso della somme mancanti è iniziato in luglio, ha precisato l'impresa. Gli ammanchi sono stati aggiunti al pagamento del salario. Gli ultimi conducenti interessati dovrebbero ricevere i soldi mancanti con lo stipendio di settembre. Il sindacato ha confermato che gli autisti hanno già iniziato a ricevere i risarcimenti in luglio e agosto.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, una delle cause dei problemi riscontrati da AutoPostale è la struttura decentralizzata. Syndicom è quindi favorevole al riorientamento dell'impresa annunciato la scorsa settimana. Creando legami più stretti fra le regioni e il quartier generale, i meccanismi di controllo dovrebbero funzionare meglio in futuro.

La fiducia dei conducenti nella direzione dell'azienda è stata intaccata dallo scandalo delle sovvenzioni. La pressione sugli autisti è aumentata notevolmente negli ultimi anni. "Con la scusa che era necessario risparmiare per rimanere competitivi, si è sempre più stretto la cinghia", ha spiegato il sindacato. Difficile quindi capire come mai le sovvenzioni milionarie siano state utilizzate per finanziare offerte di trasporto all'estero.

AutoPostale, dal canto suo, ritiene che la fase di riorientamento dell'azienda potrebbe creare incertezza. Per questo si stanno compiendo sforzi per giungere rapidamente ad nuova organizzazione, in modo che sia fatta chiarezza anche per i dipendenti.

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