Bilancio positivo per i "sexbox" zurighesi

ZURIGO - A cinque anni dall'apertura dei primi "sexbox" svizzeri a Zurigo, le autorità stilano un bilancio positivo. Questi "garage del sesso" permettono di proteggere le prostitute e di lottare contro la tratta di esseri umani.

Dall'entrata in funzione dei "sexbox", il 26 agosto 2013, non è stato registrato nessun caso grave di violenza, precisano i Servizi sociali della città di Zurigo. Prima di allora la prostituzione era concentrata dietro la stazione, sul Sihlquai, e i casi di violenza erano quotidiani.

Da 20 a 25 "lucciole" in media lavorano sull'area messa a disposizione ad ovest della città. Il servizio di sicurezza, intervento e prevenzione Sip Züri assicura l'ordine e media in caso di conflitti. Sul posto è presente anche l'organizzazione Flora Dora che segnala ogni anno un centinaio di potenziali vittime di tratta di esseri umani.

Nel corso degli anni sono state apportate alcune modifiche ai "sexbox": dal 2014 sono disponibili box per chi non intende passare all'atto nella sua automobile e da quest'anno l'offerta è stata ampliata anche a chi raggiunge l'area destinata alla prostituzione in moto o bicicletta.

I costi di funzionamento dei "sexbox" ammontano a 800'000 franchi l'anno, somma destinata principalmente al mantenimento dell'ordine.

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