Salute

Carenza di vitamina D per gli svizzeri durante l’inverno

Un gruppo di ricerca interdisciplinare ha trascorso un anno a misurare la radiazione solare in diverse località della Confederazione

 Carenza di vitamina D per gli svizzeri durante l’inverno
Foto Pedrazzini

Carenza di vitamina D per gli svizzeri durante l’inverno

Foto Pedrazzini

BERNA - In inverno la popolazione svizzera non è in grado di produrre sufficiente vitamina D. Secondo uno studio sostenuto dal Fondo Nazionale Svizzero (FNS), i livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) non possono essere raggiunti.

Nei mesi invernali si impiega oltre sei ore e trenta per produrre la dose di vitamina D raccomandata, mentre in questo lasso di tempo è più probabile soffrire di un colpo di sole. In estate invece la dose si raggiunge in 10-15 minuti, mentre il rischio di un’insolazione è probabile attorno ai 20-25 minuti, indica il FNS in una nota odierna.

Lo studio, pubblicato sulla rivista «Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology», sottolinea che nei mesi più freddi in media solo l’8% della pelle è scoperta e la radiazione ultravioletta (UV) viene attenuata a causa del suo percorso più lungo attraverso l’atmosfera. In estate, invece, la pelle esposta ai raggi del sole - indossando una t-shirt, ad esempio - è pari al 22%.

La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa e potrebbe avere anche un ruolo preventivo in caso di infezioni respiratorie, malattie auto-immuni e alcuni tipi di tumore. Il corpo la produce nella pelle con l’esposizione al sole. In Svizzera, da fine autunno a inizio primavera, è impossibile raggiungere la dose quotidiana di 0,024 milligrammi raccomandata dall’OMS, sostengono gli scienziati.

Un gruppo di ricerca interdisciplinare ha trascorso un anno a misurare la radiazione solare in diverse località della Confederazione. I dati, tra cui si inseriscono anche misurazioni dell’agenzia spaziale statunitense NASA, sono poi stati inseriti in modelli informatici. La simulazione al computer permette di stimare con precisione l’impatto dell’irraggiamento solare sulla produzione di vitamina D e sui rischi legati ai colpi di sole.

Tra le raccomandazioni formulate dagli esperti, quella principale «è di evitare i solarium d’inverno», sottolinea il responsabile dello studio David Vernez, citato nel comunicato, precisando che «i rischi di tumori della pelle oltrepassano ampiamente gli eventuali benefici».

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