Giustizia

Caso Karimova: tolta l’inchiesta al procuratore federale Patrick Lamon

Accolta la richiesta di ricusazione da parte della figlia maggiore dell’ex presidente uzbeko

 Caso Karimova: tolta l’inchiesta al procuratore federale Patrick Lamon
Le sede bellinzonese del Tribunale penale federale. (Foto Archivio CdT)

Caso Karimova: tolta l’inchiesta al procuratore federale Patrick Lamon

Le sede bellinzonese del Tribunale penale federale. (Foto Archivio CdT)

BELLINZONA - Il procuratore federale Patrick Lamon è stato sollevato dall’inchiesta per riciclaggio che conduceva dal 2012 nei confronti di Gulnara Karimova. Il Tribunale penale federale (TPF) ha accettato la richiesta di ricusazione da parte della figlia maggiore dell’ex presidente uzbeko Islam Karimov.

Lamon si era unito, dal 12 al 14 settembre 2018, a una delegazione del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) che rendeva visita alla sua controparte uzbeka. In seguito, lo scorso 19 dicembre, un nuovo incontro si è tenuto fra l’MPC e una delegazione del Paese asiatico.

Dopo aver tentato a più riprese di ottenere informazioni su questi contatti fra le due parti, l’avvocato difensore di Karimova ha chiesto la ricusazione di sei partecipanti al viaggio, tra cui figura anche il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber.
Spiegazioni insufficienti

In una decisione pubblicata oggi, il TPF non ha tenuto conto delle richieste di ricusazione nei confronti di persone che non sono coinvolte nel procedimento sul caso Karimova. Tuttavia, i giudici di Bellinzona hanno accettato quella nei confronti di Lamon. Le risposte dell’MPC, viene sottolineato, non hanno permesso di determinare quali azioni avesse intrapreso il procuratore federale in Uzbekistan.

L’MPC ha tuttavia indicato che il viaggio aveva come obiettivo «di chiarire, nel rispetto delle norme imposte dal diritto svizzero, la situazione, in particolare nell’ambito della cooperazione giudiziaria e dei diritti della difesa».

Un obiettivo che tuttavia non è estraneo al caso Karimova, ritengono i giudici federali bellinzonesi. La figlia dell’ex presidente uzbeko, agli arresti domiciliari nel suo Paese, è stata trasferita dietro le sbarre lo scorso marzo. Sempre nel corso di questo mese, il TPF aveva annullato la decisione dell’MPC di vendere tre veicoli di lusso appartenenti alla famiglia Karimov. I giudici di Bellinzona ritengono che questa grave violazione della garanzia di proprietà non fosse urgente, poiché l’MPC aveva sequestrato le chiavi di queste vetture già nel 2013. Da allora, queste ultime sono state abbandonate nella proprietà dei Karimov a Cologny (GE).

Accusa di riciclaggio
Nel luglio 2012, l’MPC ha avviato un’istruzione penale nei confronti dell’assistente personale di Karimova e del direttore generale della filiale uzbeka di una società russa di telecomunicazioni con l’accusa di falsità in documenti e riciclaggio di denaro.

Il procedimento si è poi esteso anche a Karimova, due suoi collaboratori e suo marito. La giustizia elvetica aveva inoltre sequestrato oltre 800 milioni di franchi presenti in Svizzera. Si tratta di fondi che potrebbero provenire da operazioni presumibilmente illegali nel mercato uzbeko delle telecomunicazioni.

L’MPC nel maggio 2018, con decreti d’accusa, ha pronunciato le prime due condanne nei confronti dell’ex marito e dell’ex assistente di Gulnara Karimova, a cui si aggiunge la confisca di un importo pari a 685 milioni di franchi. Gli avvocati difensori di Karimova hanno fatto ricorso.

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