Cinque opzioni per il 5G

Telefonia

Il gruppo di lavoro nominato dal Consiglio federale non ha trovato un accordo sui valori limite delle radiazioni – Senza aumentarli si dovrebbero installare migliaia di antenne e attendere almeno due decenni per completare la rete – Gli operatori: «Alzandoli ci vorranno 5-10 anni» – Ma i Medici per l’ambiente sono contrari

 Cinque opzioni per il 5G
©CdT/Gabriele Putzu

Cinque opzioni per il 5G

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Il consumo di dati sulle reti di telefonia mobile raddoppia ogni 12-18 mesi. Gli impianti attuali sono quasi al limite. L’introduzione della tecnologia 5G permetterà di espandere la capacità della rete e di aumentare la velocità di trasmissione. Ma senza un aumento dei valori limite delle radiazioni bisognerà installare migliaia di antenne supplementari sul territorio: 26.500 con un investimento di 7,7 miliardi di franchi e tempi di realizzazione di 20- 30 anni; o addirittura 46.500, con requisiti più severi per le microcelle e con un investimento di 13 miliardi sull’arco di più di 30 anni. Sono due delle cinque varianti sull’introduzione della tecnologia 5G elaborate dal gruppo di lavoro Radiotelefonia mobile, nominato l’anno scorso dalla consigliera federale Doris Leuthard. Composto da rappresentanti delle autorità federali e cantonali, operatori di telefonia, medici, città e Comuni, il gruppo aveva il compito di analizzare esigenze e rischi connessi alla creazione delle reti 5G e di elaborare raccomandazioni. Il rapporto, illustrato ieri a Berna, costituisce la base per decidere a livello politico i prossimi passi e propone una serie di misure di accompagnamento per la gestione della telefonia mobile. Ma i suoi estensori non sono riusciti a mettersi d’accordo sulla questione centrale della modifica dei valori limite delle radiazioni emesse dagli impianti e ha quindi rinunciato ad emanare raccomandazioni, limitandosi a presentare una serie di scenari.

Effetti sulla salute

Sul piano sanitario il gruppo si è limitato a fare il punto delle conoscenze sugli effetti delle radiazioni. Sostiene che per quanto riguarda le frequenze di telefonia mobile attuali, che si situano al di sotto dei limiti d’immissione dell’ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI), gli effetti sulla salute non sono finora stati dimostrati in modo coerente. Si afferma pure che «gli effetti sulla salute delle radiazioni e in particolare delle frequenze che si prevede di utilizzare per il 5G non sono ancora stati chiariti in modo definitivo». Di qui una serie di misure di accompagnamento che le autorità dovrebbero attuare. Fra queste, uno sviluppo ulteriore nel monitoraggio dell’esposizione e degli effetti sulla salute e l’istituzione di un centro di consulenza medica ambientale sulle radiazioni non ionizzanti.

Reazioni contrastanti

Secondo gli operatori del settore Salt, Sunrise e Swisscom, il rapporto «conferma che nulla impedisce l’impiego di 5G dal punto di vista sanitario». Per questo si attendono che Cantoni e Comuni evadano rapidamente le domande di concessione. Delle cinque opzioni sul tappeto, a loro avviso le migliori sono la quarta e la quinta, che prevedono un aumento del valore limite dell’impianto, consentono un’espansione del 5G entro 5-10 anni, si basano in gran parte sulle antenne esistenti e sono considerate tecnicamente fattibili. Dal canto loro, invece, i Medici per l’ambiente, che pure hanno partecipato al gruppo di lavoro, denunciano un aumento «indiretto» e «nascosto» del valore limite. «Il rapporto - si chiedono - sarà usato solo per legittimare valori limite più alti?». L’associazione si dice contraria ad «ogni allentamento del livello di protezione» e sostiene una soluzione basata sullo sviluppo della rete in fibra ottica. Quanto ai Cantoni si attendevano di più, visto che il rapporto non fa chiarezza sui potenziali rischi per la salute. Resta dunque incertezza sul mantenimento o meno delle moratorie sui permessi di costruzione, ha spiegato alla RTS la consigliera di Stato vodese Jacqueline de Quattro. Le ambiguità andranno eliminate entro la primavera, quando è prevista l’introduzione via 5G delle onde millimetriche.

I DUBBI: Petizioni, iniziative e moratorie

L’introduzione del 5G sta provocando resistenze a livello politico locale e popolare. Il 18 ottobre è stata presentata una una petizione per una moratoria sullo sviluppo della tecnologia mobile 5G (40.000 firme). È pure stata lanciata un’iniziativa popolare, denominata «Per una telefonia mobile compatibile con la salute e a basso consumo energetico», che propone di proteggere la popolazione dalle radiazioni elettromagnetiche. Altre sono in preparazione. Ginevra e Vaud, hanno già dichiarato una moratoria.

Parola alla politica su come introdurre la nuova tecnologia

Simonetta Sommaruga dovrà decidere cosa fare con le proposte – Ecco le varianti in sintesi

Il Consiglio degli Stati ha già respinto a due riprese la richiesta di aumentare i valori limite. Ma il rapporto presentato dal gruppo di lavoro potrebbe aumentare la pressione sulla politica. Spetterà ora al dipartimento di Simonetta Sommaruga decidere sulle proposte. Cinque, come detto, le opzioni sul tappeto. Mantenendo lo status quo (valore limite dell’impianto al livello attuale), per garantire una rete 5G efficiente, sarebbe necessaria la costruzione di 26.500 antenne supplementari e il potenziamento di circa 5 mila impianti esistenti. Con un costo di 7,7 miliardi e un tempo di realizzazione di 20-30 anni. La seconda prevede requisiti più severi per le microcelle. Andrebbero posate 46.500 antenne, con costo di 13 miliardi sull’arco di oltre 30 anni. La terza indica un aumento dei valori limite degli impianti esistenti, con 7.500 nuove antenne e 11 mila potenziamenti (3,2 miliardi, da 10 a 20 anni). La quarta e la quinta prevedono aumenti più forti dei valori. Non ci sarebbero nuove antenne. La rete verrebbe realizzata entro 5-10 anni. La prima: 3 mila potenziamenti e 3.500 coutenze fra operatori con un costo di 0,9 miliardi. La seconda: 2 mila piccole celle e 8.500 potenziamenti, con una spesa di 1 miliardo.

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