Zurigo

Condannata a 18 anni di carcere per aver accoltellato un ragazzino

La donna, che sarà espulsa dalla Svizzera, è stata ritenuta colpevole di tentato assassinio - Ha colpito un 14.enne che nemmeno conosceva con 15 coltellate

Condannata a 18 anni di carcere per aver accoltellato un ragazzino
Foto Reguzzi

Condannata a 18 anni di carcere per aver accoltellato un ragazzino

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ZURIGO - Una donna macedone di 35 anni è stata condanna a Zurigo a 18 anni di detenzione e all’espulsione dalla Svizzera per 15 anni per il brutale accoltellamento di un ragazzo di quattordici anni che nemmeno conosceva.

Il Tribunale distrettuale della città sulla Limmat ha riconosciuto oggi la donna colpevole di tentato assassinio e diversi altri delitti. Il fratello 32enne della donna è stato a sua volta condannato a quattro anni e mezzo di detenzione e all’espulsione dalla Svizzera per dieci anni per la sua complicità nel delitto.

La sentenza - non ancora definitiva - prevede per entrambi anche pene pecuniarie, nonché risarcimenti per oltre 80’000 franchi in favore della vittima e di 12’000 franchi per i suoi genitori.

I fatti giudicati dal tribunale di prima istanza risalgono al 5 novembre 2016. La donna e il fratello - che in base a una perizia è «limitato nelle sue capacità mentali e facile da manipolare» - si recarono nell’appartamento del suocero di lei a Zurigo.

Entrambi erano mascherati e armati di coltelli e - stando all’atto d’accusa - la loro intenzione era di spaventare o uccidere il suocero. Non trovando l’uomo in casa, i due bussarono alla porta dell’appartamento vicino, dove trovarono un ragazzo di quattordici anni a loro sconosciuto che era solo in casa.

Il ragazzino fu colpito con 15 coltellate ed è sopravvissuto «soltanto grazie a molta fortuna». Dopo la brutale aggressione, la donna inviò alla polizia cantonale due lettere anonime in cui accusava il suocero del crimine.

Nel corso del dibattimento, i due imputati hanno ammesso il loro coinvolgimento nel crimine. La donna ha in parte provato a far ricadere le colpe sul fratello, il quale ha a sua volta dichiarato che non sapeva cosa avesse in mente la sorella.

La corte è arrivata alla conclusione che la 35enne è la principale responsabile dell’accoltellamento. Ha agito «senza scrupoli», ha detto il presidente della corte presentando la sentenza. Sia il movente di un grave delitto commesso contro la vita di un ragazzo che nemmeno conosceva per accusare il suocero, sia il modo in cui il crimine è stato commesso sono «assolutamente riprovevoli».

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