Confermata la condanna per l'aggressore con l'ascia

Il Tribunale cantonale vallesano ha inflitto sette anni di carcere a un francese di 32 anni che nel 2014 si era scagliato contro una pensionata a Martigny

Confermata la condanna per l'aggressore con l'ascia

Confermata la condanna per l'aggressore con l'ascia

SION - Il Tribunale cantonale vallesano ha condannato a sette anni di carcere un 32.enne francese che nel 2014 aveva aggredito con un'ascia una pensionata a Martigny. L'uomo era già stato condannato alla stessa pena in primo grado, ma lo stesso Tribunale cantonale lo aveva poi prosciolto per insufficienza di prove. Ha dovuto però rioccuparsi del caso dopo che il Tribunale federale ha annullato la sua sentenza.

Il condannato dovrà anche versare una indennità alla donna e assumersi le spese processuali, indica il tribunale in una nota diramata oggi. La pensionata, all'epoca 78enne, era stata aggredita il 22 luglio 2014 da uno sconosciuto, che era poi fuggito, mentre stava passeggiando con il cane nelle vicinanze del cimitero di Martigny, al limitare di un bosco.

L'indagine ha portato all'arresto del francese domiciliato in Svizzera, che ha sempre proclamato la sua innocenza, ma è stato condannato nell'estate 2016 a sette anni di reclusione per tentato omicidio intenzionale dal Tribunale distrettuale di Martigny. Il Tribunale cantonale lo ha però prosciolto con una sentenza comunicata il primo febbraio 2017, con la formula "in dubio pro reo", giudicando insufficienti le prove della sua presenza nel luogo in cui si è verificata l'aggressione e rilevando diverse incongruenze nella testimonianza della pensionata.

Lo scorso marzo il Tribunale federale, chiamato a pronunciarsi su ricorsi della donna e del pubblico ministero, ha tuttavia annullato la sentenza rinviando il caso per un nuovo giudizio alla corte cantonale. Questa ha ora confermato il tentato omicidio intenzionale e i sette anni inflitti in primo grado all'imputato.

L'uomo soffre di turbe psichiche ma è stato ritenuto dai periti "pienamente responsabile" dei suoi atti, compiuti "a sorpresa, senza motivi, contro una persona sconosciuta, anziana e incapace di difendersi". Il Tribunale cantonale ha anche ordinato un trattamento ambulatoriale destinato ad attenuare i disturbi della personalità e prevenire così il rischio di recidiva.

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