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Coop in guerra con Mars per i prezzi, scaffali più vuoti

Il grande magazzino sarebbe occupato in una vertenza con il gigante alimentare per spuntare prezzi più bassi

Coop in guerra con Mars per i prezzi, scaffali più vuoti
Archivio CdT

Coop in guerra con Mars per i prezzi, scaffali più vuoti

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BASILEA - Coop sarebbe impegnata in una vertenza con il gigante alimentare americano Mars per spuntare prezzi più bassi: lo afferma il Blick, secondo il quale sugli scaffali del grande dettagliante starebbero piano piano venendo a mancare diversi prodotti.

"Le lacune sono legate a negoziati che al momento non commentiamo ulteriormente", afferma un portavoce di Coop citato dal quotidiano. Contatta dall'agenzia finanziaria Awp un'altra addetta stampa non ha voluto però confermare questa frase. Da parte sua Mars non si è espressa sul caso con il Blick e con l'Awp si è limitata a far sapere che apprezza la relazione con Coop e con gli altri dettaglianti europei e che è intenzionata a espandere ulteriormente gli affari.

Stando al foglio zurighese i posti vuoti sugli scaffali si fanno sempre più evidenti, specialmente nei negozi più grandi. Vi sono anche dei cartelli che riferiscono di merce attualmente non disponibile. Sarebbero interessate non solo le barrette al cioccolato Mars, bensì anche il riso Uncle Ben's o il prodotto per gatti Whiskas e tanti altri articoli: tutti marchi che appartengono a Mars.

Per il Blick, che si rifà anche a informazioni del periodico settoriale tedesco Lebenmittelzeitung, la mossa di Coop si inserirebbe nell'ambito di una vertenza che dura ormai da settimane e che interessa Agecore: si tratta di un'alleanza europea di acquisto che - oltre a Coop - comprende anche la tedesca Edeka, la francese Intermarché, la belga Colruyt, l'italiana Conad e la spagnola Eroski.

Secondo Lebenmittelzeitung gli articoli Mars interessati sarebbero 56. Il Blick riferisce peraltro che anche gli scaffali di cornflakes Kellogg's - qui il produttore è diverso - sono stranamente poco pieni.

I commercianti al dettaglio e i fornitori sono spesso impegnati in dure trattative riguardo ai prezzi, di cui il consumatore non viene a sapere nulla. Se non si trova un accordo i negozi possono però ricorrere al boicottaggio: un'arma a doppio taglio, perché i clienti rischiano di andare a comprare i prodotti altrove. D'altra parte il fornitore rischia da parte sua importazioni parallele.

Nel 2018 era diventata di dominio pubblico una vertenza simile che opponeva Nestlé ai grandi dettaglianti europei (rappresentati dalla Agecore), che avevano boicottato i prodotti della multinazionale alimentare elvetica per spuntare prezzi e condizioni migliori. Era poi stato trovato un accordo, ma le bocche erano rimaste cucite riguardo ai contenuti dell'intesa.

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