Svizzera

Cresce la partecipazione della popolazione elvetica nel mercato del lavoro

Secondo l’Ufficio federale di statistica nel 2018 è aumentata la percentuale di persone occupate - Dato relativizzato dai molti posti a tempo parziale

Cresce la partecipazione della popolazione elvetica nel mercato del lavoro
Foto Fiorenzo Maffi

Cresce la partecipazione della popolazione elvetica nel mercato del lavoro

Foto Fiorenzo Maffi

NEUCHÂTEL - Nel 2018 l’84,2% della popolazione residente in Svizzera di età compresa tra i 15 e i 64 anni partecipava al mercato del lavoro, contro l’81,3% nel 2010. È quanto risulta dalla rivelazione sulle forze lavoro realizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST). In Europa solo gli islandesi presentano una percentuale maggiore. Nella Confederazione tuttavia il dato positivo viene relativizzato dall’elevata percentuale di posti a tempo parziale, sottolinea l’UST.

Nei paesi dell’Unione europea (Ue) e dell’Associazione europea di libero scambio (Aels), l’Islanda è in testa con un tasso di partecipazione dell’88,7%, mentre la media dell’Ue si situa al 73,3%, precisa l’UST.

La Svizzera, pur presentando un tasso di attività molto elevato, registra una quota considerevole di persone occupate a tempo parziale (35%). Campioni europei in questo aspetto sono i Paesi Bassi con una percentuale del 49,8%, ben lontana dalla media dei 28 paesi membri dell’Ue (19,4%).

L’elevata tendenza agli impieghi a tempo parziale in Svizzera si traduce in tassi di attività in equivalenti a tempo pieno sensibilmente inferiori (72,8%), precisa il comunicato.

L’UST constata anche che la partecipazione al mercato del lavoro delle donne (79,9%) resta inferiore di 8,6 punti percentuali rispetto a quello degli uomini (88,5%). Tra il 2010 e il 2018 la differenza tra i sessi si è tuttavia ridotta di 3,3 punti percentuali, sottolinea l’UST.

La disparità aumenta se si considerano i posti a tempo pieno: in questo caso il tasso di attività delle donne è pari al 59,8% e quello degli uomini all’85,5%. Nel 2017 nell’Ue era rispettivamente del 67,8% e del 78,9%.

Le madri di bambini piccoli sono più presenti in questa statistica rispetto a quella di otto anni prima: la quota di donne tra i 25 e i 54 anni con figli di età inferiore ai quattro anni è progredita dal 2010 al 2018, passando dal 67,4 al 75,7%. La percentuale di madri attive aumenta con l’età del figlio più piccolo, indica l’UST.

Tra i fattori che ostacolano la conciliabilità tra vita professionale e famigliare dei genitori sono citati gli orari di lavoro prolungati e la loro imprevedibilità, così come i lunghi tragitti casa-lavoro.

Il 62,2% delle madri occupate e il 14,9% dei padri occupati hanno d’altra parte ridotto il loro volume di lavoro per occuparsi di un figlio di età inferiore ai 15 anni. Il 23,8% dei padri e il 30,7% delle madri hanno modificato i propri orari di lavoro. Un altro dato che emerge è che il 32,7% delle donne e il 17,7% degli uomini hanno cambiato impiego per conciliare meglio la vita famigliare e la carriera professionale.

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