Cancro al seno

Da Basilea un farmaco che sopprime le metastasi

I ricercatori hanno scoperto un principio attivo che impedisce alle cellule tumorali di «spargersi» nel corpo

Da Basilea un farmaco che sopprime le metastasi
(foto YouTube)

Da Basilea un farmaco che sopprime le metastasi

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BASILEA - Ricercatori di Basilea hanno scoperto un principio che sopprime la formazione di metastasi nel cancro al seno, migliorando così in modo significativo la prognosi.

Quando un tumore si «sparge», cellule tumorali entrano nel flusso sanguigno e formano metastasi altrove nel corpo. Tali tumori metastatici di solito hanno una prognosi sfavorevole. Ricercatori dell’Università di Basilea e dell’Ospedale Universitario della città renana riferiscono oggi in una nota per la stampa di un farmaco in grado di prevenire la formazione di metastasi nel cancro al seno.

Le metastasi possono verificarsi soprattutto quando intere associazioni di cellule tumorali del seno entrano nel flusso sanguigno, scrive l’ateneo. Il gruppo di ricerca guidato da Nicola Aceto ha constatato che le cellule di queste associazioni mostrano cambiamenti chimici nel materiale genetico che conferiscono loro proprietà speciali. Diventano così simili alle cellule staminali, cioè quelle cellule originali dell’embrione che possono dividersi virtualmente a tempo indeterminato e da cui emergono tutti i diversi tipi di tessuto. Nel caso delle cellule tumorali, queste proprietà non sono positive perché permettono una crescita incontrollata e la formazione di nuovo tessuto tumorale.

Tuttavia, queste modifiche chimiche nel patrimonio genetico delle cellule tumorali in migrazione possono essere invertite separando le associazioni in singole cellule, riportano Aceto e i suoi colleghi nella rivista «Cell». Hanno dunque «setacciato» 2486 farmaci approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti alla ricerca di sostanze che potessero ottenere questo effetto.

Effettivamente, si sono imbattuti in sostanze in grado di separare gli assemblaggi di cellule tumorali nei test di laboratorio: i cosiddetti inibitori della pompa sodio-potassio (Na+/K+ ATPasi), un enzima che si trova nella membrana delle cellule. La separazione ha anche portato all’inversione di cambiamenti chimici in punti rilevanti del genoma.

Secondo il comunicato stampa, i ricercatori stanno già preparando uno studio clinico per testare l’effetto inibitore delle metastasi dei farmaci anche nei pazienti.

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