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Dati rubati: chiesti 4 anni di carcere

L’ex dipendente di UBS è accusato di aver venduto informazioni di clienti dell’istituto elvetico alle autorità tedesche

Dati rubati: chiesti 4 anni di carcere
(Foto Archivio CdT)

Dati rubati: chiesti 4 anni di carcere

(Foto Archivio CdT)

BELLINZONA - Quattro anni di detenzione e una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere: è quanto richiesto dall’accusa nel processo al Tribunale penale federale (TPF) a carico di un ex dipendente di UBS accusato di aver venduto dati di clienti alle autorità tedesche. A carico del 45.enne vanno inoltre costi di procedura per 68.000 franchi, ha precisato oggi il procuratore pubblico nella requisitoria al tribunale con sede a Bellinzona. Secondo l’atto d’accusa del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), l’uomo ha ceduto dati bancari di almeno 233 persone al Land tedesco della Renania settentrionale-Vestfalia per 1,45 milioni di euro. L’uomo avrebbe raccolto le informazioni consegnate alla Germania sul suo posto di lavoro, tra il dicembre del 2005 e l’autunno 2012. Gli sono imputati i reati di spionaggio economico qualificato, violazione del segreto commerciale e bancario nonché riciclaggio di denaro. È inoltre accusato di detenzione illegale di munizioni, trovate durante una perquisizione domiciliare.

Secondo il pubblico ministero l’ex bancario ha mostrato una notevole energia criminale. Ad esempio, con i soldi ottenuti dal Land tedesco ha acquistato una casa a Maiorca per poi rivenderla un anno dopo al fine di nascondere l’origine del denaro. Il procuratore federale ha anche ricordato che durante le perquisizioni domiciliari l’imputato ha cercato di distruggere una carta SIM con informazioni sull’acquisto della casa. Gli specialisti del MPC sono però riusciti a ricostituire i dati. Al domicilio dell’ex bancario gli inquirenti non hanno trovato documenti riguardo due conti presso banche tedesche o l’acquisto a Maiorca, di cui presupponevano l’esistenza. Ma interessandosi all’auto della madre nel bagagliaio hanno trovato note e dati vari arrotolati in una coperta. La difesa ha chiesto l’assoluzione. Ha ricordato al TPF che anche altre persone hanno avuto accesso ai dati rubati, ma che il MPC ha concentrato la sua indagine sull’imputato fin dall’inizio. L’avvocato difensore ha sottolineato che né il pubblico ministero né l’UBS hanno potuto attestare altre indagini su terzi. E in tali circostanze, non si può escludere la responsabilità di altre persone. Il processo a carico dell’ex dipendente di UBS è iniziato ieri pomeriggio in assenza dell’imputato, che non si è presentato. La lettura della sentenza è prevista per il pomeriggio di 21 gennaio.

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