Gas serra

Emissioni in calo, ma per il caldo

Rispetto al 2016 le tonnellate di CO2 equivalenti del 2017 sono state un milione in meno - In gran parte per il minor bisogno di riscaldare - L’esperta dell’Ufficio federale dell’ambiente: «Il traffico è l’ambito su cui lavorare maggiormente»

Emissioni in calo, ma per il caldo
(Foto Keystone)

Emissioni in calo, ma per il caldo

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BERNA - Nel 2017 le emissioni di gas serra in Svizzera sono diminuite rispetto al 2016. Ma non è il caso di farsi prendere dall’ottimismo. Il calo è riconducibile in buona parte all’inverno mite e al conseguente minor consumo di combustibili fossili per riscaldare. Come indica l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), due anni fa le emissioni ammontavano a 47,2 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti (o CO2-eq, la misura che esprime l’impatto sul riscaldamento globale di una certa quantità di gas serra rispetto alla stessa quantità di anidride carbonica), ossia un milione di tonnellate in meno rispetto al 2016. La diminuzione è data principalmente da un minore utilizzo di combustibili negli edifici e nell’industria. Complessivamente, nel 2017 le emissioni sono state inferiori di circa il 12% rispetto al 1990. I dati emergono dall’Inventario svizzero dei gas serra per gli anni 1990-2017, inoltrato ieri dall’UFAM all’ONU. Il documento dà un quadro completo delle emissioni elvetiche regolamentate dal Protocollo di Kyoto.

Trasporti: il punto dolente

Nel 2017 le emissioni di gas serra del settore «edifici» sono state pari a 12,6 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti , registrando quindi un calo del 26% rispetto al 1990 e un livello simile a quello del 2015. La diminuzione di 0,6 tonnellate dal 2016 è riconducibile per metà alla migliore efficienza energetica degli edifici e alla sostituzione di riscaldamenti a combustibili fossili e a gas con pompe di calore e impianti a energie rinnovabili. L’altra metà è dovuta all’inverno mite. Infatti, se non si tiene di questo elemento, il settore presenta una riduzione delle emissioni di circa 0,3 milioni di tonnellate l’anno.

Le emissioni date dai trasporti sono invece state pari a 15 milioni di tonnellate di CO2-eq, l’1% in più rispetto al 1990 e circa il 2% in meno rispetto all’anno precedente. Il calo è dovuto per circa la metà all’ulteriore riduzione del turismo «del pieno» e all’aumento dei biocarburanti. Inoltre, veicoli più efficienti consentono di ridurre le emissioni di CO2 al chilometro, una tendenza positiva che però è neutralizzata dall’aumento dei chilometri percorsi. Nel complesso, l’utilizzo di biocarburanti, come pure le prescrizioni sui gas di scarico applicate ai veicoli, hanno un effetto positivo. Ma, commenta Andrea Burkhardt, capodivisione Clima dell’UFAM, «quello dei trasporti è l’ambito su cui bisogna lavorare maggiormente». L’esperta ricorda che «l’obiettivo è lo 0% di emissioni entro il 2050; la meta entro il 2020 -10% ; ora siamo a +1%».

Anche negli edifici il margine di miglioramento è ancora grande, spiega. «Bisogna sostituire tutti i riscaldamenti con quelli di ultima generazione. Negli edifici nuovi e vecchi». Anche in questo ambito lo scopo da raggiungere è l’assenza di emissioni per il 2050. Quanto raggiunto finora (-26%) è ancora lontano dall’obiettivo previsto entro l’anno prossimo: -40%.

Industrie: bene ma non abbastanza

Nel 2017 le emissioni del settore industriale sono state pari a 10,7 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Hanno quindi registrato un calo del 18% rispetto al 1990. Minima la diminuzione dal 2016: 0,2 milioni di tonnellate. Anche qui, circa la metà della diminuzione è riconducibile alla minore produzione di teleriscaldamento fossile durante l’inverno mite. Ad oggi, il settore industriale ha già raggiunto l’obiettivo di riduzione del15% entro il 2020. Tuttavia, negli ultimi anni le emissioni segnano una stagnazione.

Le emissioni del settore agricolo dal 2000 sono rimaste praticamente invariate a circa 6,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti e sono diminuite di circa il 10% dal 1990.

Le emissioni di gas serra sintetici, come i prodotti refrigeranti, hanno registrato un aumento massiccio dal 1990, rimanendo tuttavia stabili a circa 1,7 milioni di tonnellate rispetto al 2016. Da inizio 2019 il Protocollo di Montreal disciplina i 18 gas serra sintetici principali. L’attuazione del Protocollo, anche in Svizzera, consentirà nei prossimi anni di ridurne notevolmente le emissioni. Secondo le stime attuali, l’obiettivo previsto in questo settore, ossia circa il 10 % entro il 2020, non sarà tuttavia raggiunto, anche se di poco.

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