SOLETTA

Gestiva oltre novanta casinò clandestini, nei guai un 53.enne

L’uomo è accusato di aver allestito e ampliato il sistema tra il 2013 e il 2017, senza alcuna autorizzazione

Gestiva oltre novanta casinò clandestini, nei guai un 53.enne
(Foto Maffi)

Gestiva oltre novanta casinò clandestini, nei guai un 53.enne

(Foto Maffi)

SOLETTA - Il Ministero pubblico solettese ha accusato un 53enne, presunta mente di una vasta organizzazione illegale, di violazione della legge federale sul gioco d’azzardo e diversi altri reati. L’uomo si trova in detenzione preventiva.

L’uomo è accusato di aver allestito, gestito e ampliato costantemente un sistema di Casinò con oltre 90 locali in varie parti della Confederazione, tra il 2013 e il 2017, senza alcuna autorizzazione, indica in una nota odierna la Procura del canton Soletta.

La mafia curdo-turca legata alle scommesse era attiva principalmente nei cantoni di Soletta, Berna, Basilea Città e Basilea Campagna. Con l’aiuto di diverse persone, che agivano in qualità di partner, tecnici, esattori di denaro e contabili, l’uomo avrebbe generato una somma di almeno 20 milioni di franchi.

Nel corso del procedimento sono state effettuate oltre 20 perquisizioni domiciliari e sono state sequestrate più di 200 slot-machine, «mangiasoldi» illegali, armi e anche veicoli appartenenti all’organizzazione. Inoltre, le autorità hanno confiscato contanti e averi bancari per una somma superiore a 100’000 franchi.

Oltre al procedimento nei confronti del 53enne turco, il Ministero pubblico sta conducendo inchieste penali nei confronti di altre 13 persone, mentre una persona è già stata condannata con rito abbreviato per violazioni alla legge federale sul gioco d’azzardo. Il rito abbreviato è previsto anche nel caso del 53enne turco. Il procedimento, lungo e costoso secondo la procura, ha portato a oltre 300 interrogatori.

Tra il 2012 e il 2015 le autorità di diversi cantoni hanno ricevuto lettere anonime relative a un gruppo curdo-turco che gestiva attività di gioco d’azzardo e scommesse illegali. Nell’ambito di queste attività illegali, vi sarebbero state intimidazioni e ricatti, con richieste di denaro ripetutamente ribadite anche con la forza e minacce con l’aiuto di armi.

L’uomo è tra le altre cose accusato di aver impiegato giovani donne provenienti dall’est dell’Europa nei locali in cui aveva installato queste slot-machine. Secondo la Procura, le donne dovevano lavorare fino a 12 ore al giorno, per sei giorni alla settimana, senza un valido permesso di lavoro. Il 53enne dovrà ora rispondere pure di ripetuta coazione, favoreggiamento e infrazione alla legge federale sugli stranieri.

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