Giro di vite in vista sulle emissioni delle antenne di telefonia mobile

TRIBUNALE FEDERALE

Il Tribunale federale ha deciso che l’Ufficio federale dell’ambiente dovrà verificare il rispetto dei limiti fissati

Giro di vite in vista sulle emissioni delle antenne di telefonia mobile
© CdT/Archivio

Giro di vite in vista sulle emissioni delle antenne di telefonia mobile

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L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) dovrà verificare il rispetto dei limiti fissati per le emissioni delle antenne di telefonia mobile. L’ha deciso il Tribunale federale (TF) in seguito a controlli eseguiti nello stesso ambito nel canton Svitto.

Dalle misurazioni fatte tre anni fa da un’azienda che aveva ricevuto un mandato in tal senso dal canton Svitto risultava che delle 14 antenne ispezionate 8 non rispettavano i valori massimi e le direzioni di emissione indicate nelle licenze edilizie. Questo benché, come indicato nella sentenza resa pubblica oggi dalla «Neue Zürcher Zeitung», si trattasse di importanti parametri per determinare il valore delle radiazioni emesse dagli impianti di telefonia mobile.

Chiamati a statuire sul ricorso di tre abitanti di Romanshorn (TG) contro l’ampliamento di un’antenna Sunrise, i giudici federali, pur respingendo le richieste, hanno concluso che il sistema di garanzia della qualità (SGQ) istituito per rilevare i superamenti dei valori limite di emissione potrebbe rilevarsi impreciso.

Superamenti dei limiti da segnalare

Per rispettare questi valori limite, gli operatori sono dunque chiamati ad adottare misure preventive, obiettive e verificabili. Oppure, secondo una direttiva dell’Ufficio federale dell’ambiente del 2006, possono adottare un sistema che registra ogni giorno lavorativo la forza effettiva delle onde e la loro diffusione per tutte le antenne.

Eventuali superamenti di tali limiti sono da segnalare all’operatore che deve porvi rimedio entro un giorno per gli impianti telecomandati, entro una settimana negli altri casi.

Nella sua risposta ai ricorrenti, l’UFAM afferma che il sistema SGQ si basa anche sull’altezza e l’orientamento delle antenne per calcolare le potenze e le direzioni di emissione. Se, come si è verificato nel Canton Svitto, i valori e gli orientamenti effettivi non corrispondono ai dati indicati nella concessione edilizia, il Tribunale federale ritiene che non si possa escludere che le emissioni calcolate siano imprecise.

La Suprema corte ha quindi ordinato all’UFAM di verificare il rispetto dei valori dell’ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI) e di coordinare l’azione dei cantoni. L’autorità è inoltre tenuta ad effettuare un audit a livello nazionale sul funzionamento del sistema SGQ.

Per i giudici losannesi queste misure sono ancora più necessarie poiché l’ultimo controllo nel 2010-2011 è stato limitato ad alcuni parametri. Il Tribunale federale precisa inoltre che queste nuove verifiche devono essere completate da controlli in loco degli impianti.

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