Guy Parmelin: «È una festa agrodolce»

primo agosto

Lo ha detto questa sera a Cavaione, frazione di Brusio nei Grigioni, il consigliere federale, che ha tuttavia più volte invitato la popolazione ad avere fiducia nelle istituzioni

 Guy Parmelin: «È una festa agrodolce»
@CDT / Chiara Zocchetti

Guy Parmelin: «È una festa agrodolce»

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La festa nazionale svizzera quest’anno ha un retrogusto agrodolce. Da un lato c’è il sollievo per il superamento della prima fase acuta dell’emergenza coronavirus, ma dall’altro c’è incertezza. Lo ha detto questa sera a Cavaione (frazione di Brusio, GR) il consigliere federale Guy Parmelin, che ha tuttavia più volte invitato ad aver fiducia, anche nelle istituzioni.

L’incertezza, ha aggiunto il «ministro» dell’economia, riguarda sia lo sviluppo della malattia, sia l’impatto sulla prosperità. Anche se la situazione è migliorata, l’economia è ancora lontana dall’essere tornata alla normalità e ci vorrà ancora del tempo, ha ricordato.

«Paradossalmente, la Svizzera è uscita rafforzata dagli eventi della scorsa primavera», ha sottolineato il capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), rendendo omaggio all’autodisciplina degli elvetici e di tutti coloro che hanno sacrificato una piccola parte della loro libertà personale per il bene comune. Parmelin ha poi ricordato le circa 1700 persone morte finora a causa della crisi del Covid-19 e ha invitato i presenti a rendere un breve omaggio.

Non possiamo controllare tutto

Le ultime settimane e gli ultimi mesi hanno dimostrato «che non possiamo controllare tutto», ha proseguito il consigliere federale. Alla società piace illudersi che il rischio possa essere completamente eliminato con regole e precauzioni.

Piccoli e grandi incidenti sono però possibili in qualsiasi momento, «che lo vogliamo o meno». Lo Stato non è onnipotente e non ci sono garanzie nella vita, ha detto Parmelin, aggiungendo che né un’eccessiva cautela, né un’eccessiva disattenzione sono una buona strategia politica. Alla fine, tutto si basa sulla fiducia, ha sottolineato.

Cavaione: un luogo simbolico

Parmelin ha tenuto il suo discorso da Cavaione: il luogo è simbolico poiché il paesino della Valposchiavo è stato l’ultimo territorio ad essere annesso alla Confederazione. Prima dell’appuntamento, il consigliere federale ha partecipato oggi a un brunch in fattoria presso l’azienda Plankis della famiglia Salis, a Coira.

La presenza di Parmelin a Cavaione è la prova che il «villaggio dimenticato» non è stato dimenticato dal Consiglio federale, ha detto Parmelin all’inizio del suo discorso, riferendosi a un articolo di Riccardo Tognina del 1963 - intitolato proprio «Il villaggio dimenticato» - pubblicato sul «Bündner Kalender», un almanacco con una lunghissima tradizione nei Grigioni. Esso descriveva il tardivo riconoscimento del paesino dopo oltre 77 anni.

Nonostante l’abolizione del dominio dei Grigioni sulla Valtellina nel 1797, solo nel 1874 i 103 abitanti di Cavaione ottennero infatti la cittadinanza svizzera.

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