Svizzera

I pro giurassiani vogliono un nuovo voto

Riuniti ieri sera, gli oltre 400 abitanti di Moutier si sono detti favorevoli all’adesione della cittadina al Giura

I pro giurassiani vogliono un nuovo voto
Foto Keystone

I pro giurassiani vogliono un nuovo voto

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Oltre 400 abitanti di Moutier (BE) favorevoli all’adesione della cittadina al Giura, riuniti ieri sera in adunanza, a stragrande maggioranza hanno raccomandato di rivotare il più presto possibile sull’appartenenza cantonale della cittadina.

Hanno preferito questa opzione a un ricorso al Tribunale federale (TF) contro la sentenza del 29 agosto del Tribunale amministrativo del Canton Berna. Quest’ultimo aveva annullato il voto comunale del 18 giugno 2017 che aveva sanzionato, con una debole maggioranza, il cambiamento di Cantone della località, da Berna al Giura.

I pro giurassiani, o autonomisti, di Moutier sono stati invitati a scegliere una delle due vie su iniziativa del comitato «Moutier città giurassiana (MVJ)», il locale movimento autonomista. L’invito è stato raccolto da 420 persone (Moutier conta circa 7500 abitanti): 399 hanno auspicato di votare nuovamente il più presto possibile, 18 si sono espressi a favore del ricorso al TF e tre hanno votato in bianco. Laurent Coste, direttore della campagna di MVJ, ha ricordato che si tratta di una raccomandazione agli autori dei ricorsi alla corte bernese (Comune, comitato MVJ e privati). «Terranno conto del voto, ma non possiamo forzarli.»

Tra gli attivisti della causa giurassiana vi è unanimità di vedute: la sentenza del tribunale bernese «calpesta la democrazia». Tuttavia la maggioranza dei presenti ha ritenuto necessario votare nuovamente il più presto possibile e rinunciare al ricorso al TF perché quest’ultima opzione può rivelarsi molto lunga.

Contro il voto comunale del giugno di due anni fa - che ha visto prevalere gli autonomisti con il 51,7% di consensi e uno scarto di 137 voti - erano stati inoltrati ricorsi per presunte irregolarità da parte di antiseparatisti, ossia pro bernesi. In prima istanza, il 5 novembre 2018, la prefetta del Giura bernese Stéphanie Niederhauser aveva invalidato il voto giudicando fondate le querele. La rappresentante del Consiglio di Stato nella regione francofona aveva in particolare ritenuto che prima della votazione ci fosse stata una propaganda inammissibile da parte delle autorità, filoseparatiste, di Moutier, soprattutto per opera del sindaco, Marcel Winistoerfer (PPD).

La decisione di Niederhauser è a sua volta stata impugnata dal campo autonomista, che ha presentato alcuni ricorsi al Tribunale amministrativo. Quest’ultimo li ha respinti constatando, in particolare, «gravi violazioni del diritto» da parte delle autorità filoautonomiste: il Comune, in qualità di organizzatore del voto, «non poteva prendere posizione nel dibattito con la stessa libertà degli altri attori».

Dal canto suo, il Consiglio di Stato bernese, già il 29 agosto aveva dichiarato che era «troppo presto per speculare» sull’esito della vertenza, ma che se la sentenza fosse passata in giudicato, la popolazione di Moutier doveva avere la possibilità di pronunciarsi una seconda volta alle urne.

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