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In Svizzera quasi tutti i giovani a rischio almeno una volta su Internet

Si sono trovati confrontati con rappresentazioni a carattere sessuale o violento, messaggi discriminanti, contatti con sconosciuti o violazionie della sfera privata

In Svizzera quasi tutti i giovani a rischio almeno una volta su Internet
Foto Carlo Reguzzi

In Svizzera quasi tutti i giovani a rischio almeno una volta su Internet

Foto Carlo Reguzzi

BERNA - In Svizzera, quasi tutti i giovani tra i 15 e i 16 anni sono stati confrontati almeno una volta a una situazione a rischio in Internet, che si trattasse di rappresentazioni a carattere sessuale o violento, di messaggi discriminanti, contatti con sconosciuti oppure una violazione della sfera privata. Gli ultimi risultati dello studio «EU Kids Online Svizzera», pubblicati giovedì nel quadro del quarto Forum nazionale Giovani e media, mostrano la necessità di sostenere i bambini e i giovani nella gestione dei rischi del mondo digitale.

Navigare in Internet e utilizzarne i servizi fa ormai parte della vita quotidiana, tanto per gli adulti quanto per i bambini e i giovani. Questi ultimi sono però confrontati regolarmente a situazioni problematiche, un rischio che aumenta con l’avanzare dell’età e delle competenze digitali nonché con l’utilizzo di uno smartphone. «Il rischio più frequente riguarda il contatto con contenuti problematici generati o pubblicati dagli utenti stessi», precisa Martin Hermida, autore dello studio. In effetti, spesso sono proprio loro a rendere accessibili o a far circolare fotografie con rappresentazioni di violenza, messaggi d’odio ed esperienze inerenti al consumo di droghe o ad altri comportamenti a rischio (autolesionismo, uso di armi, anoressia eccetera).
Un ventaglio di rischi ad ogni età
Lo studio «EU Kids Online», condotto in Svizzera presso oltre 1000 bambini e giovani di età compresa tra i 9 e i 16 anni, rivela dati che fanno riflettere. All’età di 10 anni, il 9 per cento dei bambini è già stato vittima di discriminazioni e il 5 per cento di ciberbullismo, principalmente nei giochi online per ragazzi. All’età di 14 anni, quasi un giovane su due ha già visto contenuti a carattere sessuale. Il 45 per cento dei giovani tra i 15 e i 16 anni ha già subìto una violazione della propria sfera privata e al 41 per cento è stato chiesto di fornire informazioni a carattere sessuale su se stessi (grooming). La metà dei bambini e dei giovani non si sente in linea generale al sicuro in Internet. Malgrado ciò, gli interpellati hanno posizioni contrastanti e riconoscono anche le numerose opportunità offerte dalla rete, considerandola una fonte di informazioni e di esperienze, un mezzo per aiutare o sostenere gli altri oppure una forma di intrattenimento grazie a video e giochi.

Rafforzare le competenze degli insegnanti
Pur non essendo sempre al corrente di ciò che i giovani vivono in Internet, genitori e insegnanti sono hanno un ruolo cruciale per ciò che concerne la prevenzione. Idealmente questi attori dovrebbero coordinare il loro operato e ripartire adeguatamente le competenze. Intervistati nel quadro del medesimo studio, gli insegnanti hanno dichiarato di trattare volentieri questi temi con i propri allievi in classe, ma al contempo ritengono di non disporre sempre del materiale didattico adeguato, delle competenze richieste e/o del tempo necessario a tal fine. Auspicherebbero inoltre di essere meglio formati sulle applicazioni utili per il lavoro in classe, sugli aspetti giuridici nonché su rischi quali ciberbullismo e utilizzo eccessivo di Internet.

Una ricca gamma di temi
Il quarto Forum nazionale Giovani e media, organizzato per il 23 maggio 2019 allo Stade de Suisse di Berna, offre a più di 300 esperti e professionisti del settore l’occasione di confrontarsi sulle rispettive pratiche e sulle sfide poste dall’utilizzo dei mezzi digitali da parte dei bambini e dei giovani. Accanto alle conferenze plenarie sulla protezione dei dati e sulle fake news, l’incontro propone una ricca gamma di workshop a tema sia su aspetti problematici che su approcci innovativi di prevenzione, quali le contro-narrative e le narrative alternative in risposta alla radicalizzazione, nonché su tendenze emergenti come l’e-sport e la realtà aumentata.

Lo Studio «EU Kids Online Svizzera» 2019
Per lo studio «EU Kids Online», condotto per la seconda volta dopo 2013 in Svizzera, sono state intervistate 67 classi della Svizzera romanda e della Svizzera tedesca, per un totale di 1026 allievi di età compresa tra i 9 e i 16 anni, e i relativi insegnanti. I risultati ottenuti sono rappresentativi per gli allievi e possono essere generalizzati per il nostro Paese. Le domande dell’inchiesta vertevano sia sulle esperienze con situazioni a rischio che sugli aspetti positivi dell’utilizzo di Internet e sulla considerazione di questo tema a scuola. I risultati ottenuti forniscono indicazioni utili per determinare il sostegno di cui necessitano i giovani utenti di Internet e per impostare le misure di prevenzione presso le famiglie e le scuole. Lo studio è stato sostenuto finanziariamente dalla piattaforma nazionale Giovani e media.

Giovani e media è la piattaforma nazionale dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) per la promozione delle competenze mediali. Su incarico del Consiglio federale, intende insegnare ai bambini e ai giovani a utilizzare i media digitali in modo sicuro e responsabile. Maggiori informazioni su www.giovaniemedia.ch

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