Intensificati i controlli dopo l’incidente di Baden

FFS

Le verifiche condotte delle ferrovie hanno rivelato che la modalità anti-intrappolamento funziona ma è meno sensibile del dovuto

Intensificati i controlli dopo l’incidente di Baden
Foto Maffi

Intensificati i controlli dopo l’incidente di Baden

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BADEN - Dopo il tragico incidente del 4 agosto a un capo assistenza clienti, le FFS hanno analizzato il processo di autorizzazione per la partenza dei treni, giungendo alla conclusione che è sicuro per i collaboratori e per i viaggiatori.

Il processo di autorizzazione per la partenza dei treni - si legge in una nota - «è sicuro per il personale e per i viaggiatori, come lo conferma anche la pratica». Gli assistenti clienti delle FFS, infatti, autorizzano quotidianamente la partenza di migliaia di treni.

Le carrozze unificate IV vengono sottoposte a controlli di manutenzione ad intervalli di 7-10 giorni, durante i quali i tecnici verificano di serie la protezione anti-intrappolamento di tutte le porte. A questi si aggiungono lavori di manutenzione delle porte a intervalli regolari, come la lubrificazione dell’azionamento ogni 240 giorni. Dopo il tragico incidente, le FFS hanno deciso di estendere le verifiche e di realizzare un controllo speciale. Tutti gli elementi di sicurezza delle porte d’accesso vengono controllati e, se vengono riscontrate anomalie, si procede immediatamente ad una manutenzione correttiva. Ogni giorno vengono ispezionate dalle 10 alle 15 carrozze; ci vorranno presumibilmente dalle 6 alle 7 settimane per controllare tutti i veicoli.

A seguito dell’incidente, le FFS stanno analizzando nel dettaglio l’intera tecnologia di protezione anti-intrappolamento. I test iniziali hanno rivelato un difetto finora nascosto: nella cosiddetta modalità UIC, la protezione anti-intrappolamento delle carrozze CU IV funziona regolarmente, ma reagisce in modo meno sensibile del dovuto.

Le FFS hanno informato l’Ufficio federale dei trasporti e il SISI in merito a questo difetto nascosto e stanno lavorando per individuarne la causa. Secondo lo stato attuale delle conoscenze, non è tuttavia necessario mettere fuori servizio le carrozze CU IV. Allo stato attuale dell’inchiesta del SISI, non vi sarebbe infatti nessun nesso con il tragico incidente del 4 agosto.

Secondo la pianificazione corrente, le carrozze CU IV resteranno in servizio fino al 2030 (a partire dal 2020 solo come moduli di supporto insieme all’IC 2000). Di conseguenza, fino ad allora saranno in circolazione ancora circa 200 carrozze.

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