Internamenti coatti, la Chiesa evangelica riformata chiede scusa

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La CERT ha chiesto «perdono» alle vittime delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari

Internamenti coatti, la Chiesa evangelica riformata chiede scusa

Internamenti coatti, la Chiesa evangelica riformata chiede scusa

La Chiesa evangelica riformata nel Ticino (CERT) per la prima volta ha chiesto scusa alle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e di collocamenti extrafamiliari, ovvero per gli internamenti coatti.

In un comunicato la CERT spiega che durante il sinodo di sabato scorso ad Ascona, “ha ascoltato con profonda commozione la testimonianza del signor Sergio Devecchi sulla storia dei bambini vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e di collocamenti extrafamiliari, che ha chiamato in causa direttamente la nostra Chiesa. Alla luce di questa buia e triste vicenda storica della Svizzera, la Chiesa evangelica riformata nel Ticino chiede ufficialmente scusa e perdono alle vittime”.

Oltre a ciò, precisa la CERT nella nota, “si impegna a riflettere affinché situazioni analoghe non si ripetano e integrerà questa tematica dolorosa all’interno del proprio insegnamento affinché resti come parte della nostra memoria”.

Infine la Chiesa evangelica riformata evidenzia di sostenere “fermamente la proposta di modificare la Legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE) di modo che la somma non elargita per i contributi di solidarietà alle vittime, non rifluisca nelle casse della Confederazione, ma sia destinata ad un aiuto duraturo alle vittime, mediante il finanziamento di terapie per il trattamento dei disturbi post-traumatici di cui soffrono”.

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