Julius Bär: inchiesta interna dopo le accuse di riciclaggio

ZURIGO - La banca privata svizzera Julius Bär sta svolgendo un'inchiesta interna dopo che un suo ex dipendente, un 44enne tedesco residente a Panama, si è dichiarato colpevole di essere implicato in una vasta rete di riciclaggio di fondi sottratti alla compagnia petrolifera statale del Venezuela PDVSA.

Julius Bär ha preso atto delle accuse formulate nel mese di luglio nei confronti di diverse persone, tra cui un suo ex dipendente, indica l'istituto bancario in una mail all'agenzia AFP. "Questo ex dipendente si è dichiarato colpevole delle accuse mosse contro di lui", ha annunciato la banca, che sta ora conducendo un'inchiesta sulla base delle informazioni disponibili. La Banca ha inoltre indicato di voler cooperare pienamente con le autorità.

Il 44.enne tedesco è stato arrestato alla fine dello scorso mese di luglio a Miami perché accusato dal Dipartimento di Giustizia statunitense (DoJ) di far parte di un'organizzazione criminale - gestita da ex funzionari della PDVSA e da membri dell'élite venezuelana definita "boliburguesía" - che avrebbe cercato di riciclare fondi per un totale di 1,2 miliardi di dollari ottenuti da tangenti e frodi attraverso una rete di agenzie immobiliari in Florida e falsi fondi d'investimento "sofisticati". Il denaro sarebbe frutto di corruzione e di truffe in relazione alla PDVSA.

Mercoledì l'ex impiegato ha confessato davanti a un tribunale in Florida di aver organizzato un'operazione di riciclaggio di denaro. La pena a suo carico dovrebbe essere pronunciata il prossimo 29 ottobre.

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