La Posta: la riorganizzazione è sulla buona strada

Il bilancio intermedio dell'azienda è ritenuto positivo - Entro il 2020 il numero degli uffici da 1400 diventeranno 800-900, i punti d'accesso dovrebbero aumentare da 3700 a 4000

La Posta: la riorganizzazione è sulla buona strada

La Posta: la riorganizzazione è sulla buona strada

FRIBURGO - La Posta è soddisfatta dell'avanzamento della riorganizzazione della rete postale e oggi ha stilato un bilancio intermedio positivo. La strategia è stata presentata nell'ottobre 2016: entro il 2020 il gigante giallo vuole far passare il numero di uffici da 1400 a 800 o 900. Parallelamente, i punti d'accesso dovrebbero aumentare da 3700 ad almeno 4200.

"Raggiungeremo il nostro obiettivo", ha dichiarato oggi a Friburgo Thomas Baur, responsabile RetePostale e membro della direzione del gruppo. La Posta continua intanto ad adeguarsi ai bisogni della clientela, proponendo sempre più prestazioni accessibili 24 ore su 24, si legge in un comunicato.

La ristrutturazione viene giustificata col fatto che l'attuale rete risulta obsoleta: i clienti si recano sempre meno agli sportelli e quindi "la trasformazione è importante e giusta". Non solo il numero di pacchi (-44%) e di lettere (-68%) ma anche le prestazioni nel traffico dei pagamenti (-44%) hanno registrato un drastico calo allo sportello dal 2000.

"Le filiali sono la colonna portante della nostra rete e lo saranno anche in futuro", ha affermato ancora Baur. "Investendo circa 40 milioni di franchi, la Posta lancia un chiaro segnale e modernizza in una prima fase circa 300 filiali gestite in proprio in tutta la Svizzera".

Tema sensibile

La Posta continua a portare avanti il dialogo sulla tematica e oltre 550 colloqui sono stati effettuati con Cantoni e Comuni. Cosciente del fatto che si tratti di un tema sensibile, specialmente nelle regioni rurali, l'impresa ha incontrato anche i cittadini. Le modifiche alla rete postale suscitano resistenza nella popolazione ma anche negli ambiti economici, e sono percepite come uno smantellamento del servizio. Sul fronte politico, il Parlamento mette pressione sul gigante giallo, chiedendo al governo di intervenire.

Critiche dai sindacati

Secondo il sindacato Syndicom le indicazioni della Posta sono fuorvianti: l'utilizzo di prestazioni agli sportelli è diminuito semplicemente perché dal 2000 si sono registrate numerose chiusure. La frequentazioni dei singoli punti postali è però aumentata, sostiene l'organizzazione. Il sindacato afferma che i clienti ora devono fare viaggi più lunghi per raggiungere il servizio postale di cui necessitano. A suo avviso si tratta di uno smantellamento del servizio universale. I vertici del gigante giallo vengono accusati di ignorare i segnali provenienti dalla politica.

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