Romandia

Laghi troppo puliti, la fauna ittica soffre

La critica, che potrebbe apparire paradossale dopo decenni di inquinamento, arriva dai pescatori professionisti

 Laghi troppo puliti, la fauna ittica soffre
Foto Archivio CdT

Laghi troppo puliti, la fauna ittica soffre

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LOSANNA - I laghi romandi sono troppo puliti e questo va a scapito della fauna ittica, che sta diminuendo: la critica, che potrebbe apparire paradossale dopo decenni di inquinamento, arriva dai pescatori professionisti. E l’autorità ammette che il problema esiste. L’equilibrio dei laghi Lemano e di Neuchâtel sta cambiando e chi della pesca ha fatto un mestiere lancia l’allarme, riferisce oggi la radio RTS in un servizio dedicato al tema. Dal 2016 il loro «bottino» di pesci è diminuito del 70%.

Questo è dovuto sicuramente in parte alla diffusione del cormorano (uccello acquatico), forse al riscaldamento delle acque, ma anche alla depurazione. «Il lago è troppo pulito», spiega alla RTS Claude Delley, pescatore basato a Portalban, sulle rive friburghesi dello specchio d’acqua di Neuchâtel.

A suo avviso «ci vorrebbe la giusta via mediana». I pesci non possono vivere in acque sterili. «Ciò che dà loro il nutrimento, è la materia fecale. Decomponendosi, questa si fa mangiare dai batteri, i batteri sono il nutrimento del plancton, il plancton è il nutrimento dei piccoli pesci, eccetera».

L’intervento dell’uomo è decisivo in questo processo. «Gli impianti di depurazione trattengono la materia fecale e lasciano passare la parte chimica», osserva Delley. «È chiaro che non deve andare a finire tutto nel lago, ma occorre trovare un equilibrio».

«È effettivamente paradossale», ammette Frédéric Hofmann, ispettore della caccia e pesca nel canton Vaud. L’obiettivo di risanare le acque - che 30 anni or sono erano in cattive condizioni - è stato raggiunto. «È un successo di cui bisogna rallegrarsi, perché cantone e comuni hanno investito milioni in impianti di depurazione e per evitare sostanze inquinanti come i fosfati nelle liscivie», ricorda l’esperto sulle onde della radio. «Ma la contropartita è evidente: si è di fronte adesso a una lenta diminuzione dei rendimenti della pesca».

Da parte sua Audry Klein, segretaria generale della Cipel, la commissione internazionale per la protezione delle acque del Lemano, sottolinea che il lago deve servire a scopi diversi: fra questi anche l’approvvigionamento di acqua potabile per praticamente un milione di abitanti. Vanno quindi per esempio evitate alghe che possono liberare tossine. «La situazione è complessa», spiega alla RTS.

In tutti i casi importante è anche evitare i micro-inquinanti, quali pesticidi, residui di medicamenti e sostanze chimiche usate nella vita quotidiana, come quelle che si trovano nei prodotti cosmetici e nelle creme solari.

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