Giustizia

Lanciati verso la digitalizzazione delle pratiche

Presentato a Lucerna il progetto grazie al quale lo scambio di documenti e la gestione delle procedure saranno sbrigati per via elettronica

Lanciati verso la digitalizzazione delle pratiche
Foto Chiara Zocchetti

Lanciati verso la digitalizzazione delle pratiche

Foto Chiara Zocchetti

LUCERNA - Justitia 4.0, il progetto nazionale per il passaggio dalla carta alla digitalizzazione in tutti gli ambiti della giustizia, è stato lanciato ufficialmente oggi a Lucerna. Non si tratterà solo di garantire lo scambio di documenti elettronici ma di gestire tutte le procedure in modo digitale. Un portale unico, Justitia.Swiss, dovrà garantire la sicurezza dei dati. Lanciata oggi con una conferenza per illustrarne contenuto e scopo, Justitia 4.0 è un’idea che ha incominciato a farsi strada nel 2016. La scorsa primavera la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), i tribunali e la Confederazione hanno poi dato il via al progetto presentato a Lucerna.

Fino all’anno prossimo vi sarà una «fase concettuale», a cui farà seguito un anno di «realizzazione»: l’introduzione definitiva di Justitia 4.0 per tutta la Svizzera è prevista nel 2026, ha indicato Jens Piesbergen, responsabile del programma Armonizzazione dell’informatica nella giustizia penale (HIS/AIGP). Nel suo discorso d’apertura della conferenza, la presidente della CDDGP Jacqueline Fehr (PS), consigliera di Stato responsabile del dipartimento zurighese della Giustizia e dell’interno, ha ammesso che la riforma possa sembrare «utopica», ma si è detta certa che magistrati e avvocati in breve tempo non vorranno più avere nulla a che fare con la carta. Il presidente del Tribunale federale, Ulrich Meyer, ha proprio sottolineato «il travaglio» rappresentato da 30 anni di lavoro con file di raccoglitori federali in cui ritrovare i passaggi utili con l’aiuto di post-it vari. Il motto di tutta l’operazione è del resto «Affinché la strada verso la giustizia non conduca più su montagne di carta», ha ricordato Piesbergen.

La riforma migliorerà sensibilmente trasparenza, qualità, accessibilità e interdisciplinarità nel lavoro, ha assicurato la Fehr. Tutta la procedura di giustizia, sia in ambito penale che civile e amministrativo, sarà gestita in modo digitale: l’inoltro degli atti, la convocazione delle udienze, la notifica di decisioni, la consultazione a distanza del dossier con accessi differenziati in funzione delle parti, e anche la possibilità di lavorare concretamente sui documenti allo schermo del computer. Il portale unico Justitia.Swiss dovrà garantire la sicurezza dei dati, l’identificazione degli aventi diritto e la tracciabilità della comunicazione affinché i termini di ricorso e altri atti non siano contestati. Premesse indispensabili sono l’identità elettronica e standard condivisi.

Il vantaggio principale del dossier giuridico digitale sarà di essere disponibile, per le parti, aggiornato in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. I processi logistici verranno accelerati, le indicazioni ripetute saranno evitate e la collaborazione intercantonale e internazionale risulterà facilitata. Justitia 4.0 prevede anche una nuova base legale, che renderà la comunicazione elettronica obbligatoria (e non più solo possibile e subordinata al consenso della persona interessata) per magistrati, avvocati e, più in generale, tutte le autorità. Saranno tuttavia previste eccezioni. La revisione del diritto sarà pilotata dall’Ufficio federale di giustizia. Valutazioni dettagliate sui costi della riforma attualmente non sono possibili. Le spese non dovrebbero superare qualche milione di franchi, ha comunque riferito Piesbergen. La filosofia che anima Justitia 4.0 si ritrova pure all’estero con ritmi e forme diverse. In Austria, nazione all’avanguardia in questo campo, la digitalizzazione totale delle pratiche riguardanti la giustizia dovrebbe essere un dato di fatto a partire dal 2020.

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