Editoria

Licenziamenti e piano sociale: Tamedia nel mirino di Impressum e Syndicom

I sindacati: «utili brillanti, senza un piano sociale degno per i dipendenti licenziati»

Licenziamenti e piano sociale: Tamedia nel mirino di Impressum e Syndicom
(Foto Tamedia)

Licenziamenti e piano sociale: Tamedia nel mirino di Impressum e Syndicom

(Foto Tamedia)

ZURIGO - Tamedia consegue utili brillanti per un’azienda mediatica, ma invece di utilizzare un’infima parte degli utili per garantire un degno piano sociale ai dipendenti licenziati preferisce distribuire generosi dividenti agli azionisti: lo denunciano l’associazione dei giornalisti Impressum e il sindacato dei media Syndicom.

«Ogni mese di stipendio supplementare per le 41 persone licenziate presso Le Matin e le 14 della redazione di Annabelle rappresenterebbero solo circa lo 0,3% dell’utile», sostiene Impressum in un comunicato. L’organizzazione dice di non capire perché l’editore preferisca spendere decine di migliaia di franchi in avvocati e tribunali arbitrali invece di far confluire il denaro verso i redattori licenziati, spesso reporter di lunga data che hanno contribuito negli anni agli utili di Tamedia e che oggi si trovano in una situazione finanziaria precaria.

Per Impressum alla luce dei risultati presentati oggi - 130 milioni di franchi di utile - il gruppo deve accettare la richiesta delle redazioni di uno stop ai licenziamenti per almeno due anni. Tamedia dovrebbe inoltre investire maggiormente nel giornalismo, preservando l’identità di titoli quali Tribune de Genève, Bund e Berner Zeitung. Si tratta, secondo Impressum, non solo di garantire la pluralità dell’informazione, ma anche la propria credibilità imprenditoriale.

Sulla stessa lunghezza d’onda è Syndicom. Generosa con i vertici (quasi 9 milioni a direttori e consiglieri di amministrazioni), l’impresa si è mostrata «inflessibile e avara» nei confronti del suo personale e ha imposto ristrutturazioni senza ascoltare i dipendenti o ascoltandoli molto poco. Ecco perché - osserva il sindacato in una nota - si moltiplicano i conflitti di lavoro.

Il risultato realizzato è «impressionante» per un’azienda mediatica: nessun’altra impresa del settore ha conseguito un margine Ebitda del 20%, si legge nei comunicati. La direzione accontenta gli azionisti e giustifica anche l’aumento della sua retribuzione, ma il rovescio della medaglia sono gli impiegati mandati a casa, sulle cui spalle vengono conseguiti «bei profitti».

Syndicom chiede dalla direzione Tamedia di mostrare rispetto nei confronti dei dipendenti del gruppo, ma anche per l’intero paese: «essendo in prima fila nell’accelerare il processo di accentramento nel settore mediatico, acquisendo o chiudendo testate, Tamedia contribuisce in maniera determinante all’impoverimento della pluralità della stampa e delle opinioni». Stando al sindacato la società non mostra alcuna responsabilità editoriale.

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