Lo fucilò per un debito, confermati 17 anni di carcere

Sentenza

Il Tribunale federale ha convalidato la pena al 47.enne che nel 2015 sparò ad un anziano al quale doveva 30 mila franchi

Lo fucilò per un debito, confermati 17 anni di carcere
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LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha respinto il ricorso contro la condanna a 17 anni di reclusione per assassinio inflitta a un uomo che nel 2015 aveva ucciso un pensionato di 73 anni al quale doveva 30.000 franchi.

Nel luglio del 2018 l’allora 46.enne era stato condannato a 18 anni per assassinio e vari altri reati dal Tribunale criminale di Ginevra. La pena è poi stata ridotta lo scorso marzo a 17 anni dal Tribunale cantonale. Nel suo ricorso, il condannato lamentava che l’ultima autorità cantonale non aveva tenuto sufficientemente conto delle sue difficoltà finanziarie.

Il TF, nella sentenza pubblicata oggi, rileva che la Corte di giustizia ginevrina ha sicuramente considerato che la situazione finanziaria del ricorrente fosse difficile e che ciò fosse proprio il movente del reato.

I magistrati ginevrini non hanno però ritenuto che questo riducesse la sua colpevolezza: l’uomo era l’unico responsabile della sua situazione e non era senza speranze. Ma piuttosto che porre rimedio ai debiti, ad esempio lavorando, ha preferito uccidere una persona che lo aveva aiutato.

La Corte suprema con sede a Losanna non muove obiezioni alla motivazione della sentenza ginevrina: ossia 16 anni di reclusione per un omicidio particolarmente odioso a cui vanno aggiunti appropriazione indebita, furto, truffa, minacce e falsità in documenti. Una condanna di 17 anni non è quindi eccessiva, conclude il TF.

In difficoltà finanziarie dopo il fallimento della sua azienda nel 2012, il condannato aveva fatto affari poco onesti e si era fatto prestare soldi a destra e a manca per soddisfare i suoi bisogni personali. In questo contesto aveva ottenuto 30.000 franchi dalla vittima, che aveva solo una piccola rendita AVS e prestazioni complementari.

Di fronte alle richieste del suo creditore, nel marzo 2015, aveva dato appuntamento all’anziano con il pretesto di restituirgli i soldi. L’ha invece abbattuto nel suo appartamento, sparandogli due colpi alla testa con un fucile acquistato appositamente. Ha poi legato il cadavere, l’ha avvolto in sacchi per l’immondizia e lo ha messo sul balcone, dov’è rimasto per tre mesi prima di essere scoperto. Nel frattempo, l’imputato ha ripulito l’appartamento del pensionato e il suo conto in banca, oltre ad aver venduto alcuni oggetti appartenenti alla vittima. Si è pure servito del taxi di quest’ultima come se fosse il suo.

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