Patrouille Suisse dopo la gaffe: «Ci scusiamo ma navighiamo a vista»

Acrobazie aeree

«L’episodio mi imbarazza molto», ha ammesso il maggiore e leader della pattuglia acrobatica che sabato si è esibita sopra al villaggio sbagliato

Patrouille Suisse dopo la gaffe: «Ci scusiamo ma navighiamo a vista»
Foto Chiara Zocchetti

Patrouille Suisse dopo la gaffe: «Ci scusiamo ma navighiamo a vista»

Foto Chiara Zocchetti

ZURIGO - Mi scuso per l’imbarazzante errore, ma navighiamo a vista e dobbiamo prendere decisioni molto rapidamente: è la reazione di Gunnar Jansen, maggiore e leader della Patrouille Suisse, la pattuglia acrobatica che si è esibita nei cieli di un villaggio sbagliato.

«L’episodio mi imbarazza molto», ammette Jansen in interviste pubblicate dai portali di Blick, 20 Minuten e Neue Zürcher Zeitung. Invece che a Langenbruck (BL), dove si trovavano i partecipanti alle commemorazioni per il centenario dalla morte del pioniere dell’aviazione elvetica Oskar Bider, i jet sono sfrecciati sopra Mümliswil (SO), dove era in corso una festa di jodel. Le due località distano circa 5 chilometri. La notizia, rivelata ieri dai media, ha avuto ampia diffusione.

«Mi dispiace profondamente per gli invitati e tutte le persone arrivate a Langenbruck per vederci», dice Jansen. Il pilota ha oltre 2500 ore di volo alle spalle: «per fortuna è la prima, e spero l’ultima volta, che è successo qualcosa del genere».

All’origine dell’errore è stata probabilmente la presenza di un elicottero apparso improvvisamente nelle vicinanze della squadriglia, che ha distratto per qualche secondo il suo capo. «Circa 20 secondi prima di Langenbruck ho ricevuto la comunicazione per radio che l’aeromobile era entrato nella nostra zona protetta».

Mentre elaborava questa informazione Jansen ha sorvolato con i suoi compagni Langenbruck. «La prima cosa che ho visto nella curva effettuata subito dopo era un grande tendone bianco». Jansen ha pensato quindi che si trovasse nel punto giusto. «Le singole valli dall’alto sono molto simili». La regione è collinare.

Nel corso di un passaggio del genere - contrariamente a quanto avviene per le esibizioni - il team non effettua alcuna ricognizione preliminare. Jansen deve preparare il volo su una carta 1:100.000 e volare a vista, perché il Tiger F5 - un aviogetto ormai antiquato - quale unico velivolo dell’aeronautica militare, non dispone di un GPS. Un centimetro di mappa viene sorvolato in cinque secondi.

Non vi era nemmeno un comandante a terra che potesse far presente l’errore. Lo sbaglio è quindi emerso solo dopo l’atterraggio a Payerne (VD). «Il comandante mi ha telefonato dicendomi che la gente a Langenbruck non ci aveva visti: voleva sapere cosa avessimo fatto durante il tempo in questione».

Il capo dell’aeronautica Bernhard Müller si è nel frattempo personalmente scusato con le autorità di Langenbruck e ha offerto di pagare la fattura dell’assicurazione che il comune ha dovuto sottoscrivere per il passaggio della Patrouille Suisse. La pattuglia non accoglierà per contro il suggerimento di ripetere il passaggio in altra data.

«Il caso mostra come anche presso la Patrouille Suisse, nonostante il duro addestramento, la componente umana non può essere completamente eliminata», osserva Jansen. «Devo comunque dire di essere contento che non si sia verificato nulla di rilevante dal profilo della sicurezza».

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