Per bulgari e rumeni mercato svizzero ancora limitato

Il Consiglio federale ha deciso di mantenere per un anno supplementare il contingente di permessi B

Per bulgari e rumeni mercato svizzero ancora limitato
Lavoratori rumeni salgono su un bus diretto in Italia a Sibiu.

Per bulgari e rumeni mercato svizzero ancora limitato

Lavoratori rumeni salgono su un bus diretto in Italia a Sibiu.

BERNA - L'accesso al mercato del lavoro svizzero continua ad essere limitato per i cittadini della Bulgaria e della Romania. Nella sua seduta odierna, il Consiglio federale ha infatti confermato la decisione di principio di prorogare la clausola di salvaguardia prevista nell'accordo sulla libera circolazione delle persone riguardante i lavoratori provenienti da questi due Paesi. La misura in questione, in vigore dal primo giugno dell'anno scorso, ha permesso di limitare il numero di autorizzazioni.

L'accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con l'Unione europea prevede un'apertura progressiva e scaglionata dell'accesso al mercato del lavoro svizzero per i cittadini di Bulgaria e Romania. Dall'introduzione, il primo giugno 2016, della completa libera circolazione delle persone per questi due Stati, un numero notevole di lavoratori bulgari e romeni vengono impiegati in un gruppo di professioni che registra un tasso di disoccupazione superiore alla media. Tenuto conto della situazione, la clausola di salvaguardia fissata dall'accordo ha permesso alla Svizzera di reintrodurre dal primo giugno 2017 il contingentamento delle autorizzazioni.

Il Consiglio federale ha dunque deciso di mantenere per un anno supplementare questo contingente di permessi B per i lavoratori provenienti dall'UE-2. Reintrodotto anche un contingente di autorizzazioni di breve durata (permesso L) se il limite previsto dalla libera circolazione della manodopera dovesse essere raggiunto entro il 31 maggio prossimo. Il Consiglio federale adotterà le relative modifiche di ordinanza presumibilmente a inizio maggio.

La decisione di prorogare la clausola di salvaguardia si iscrive nella continuità delle decisioni prese negli ultimi anni dal Consiglio federale per migliorare la gestione dell'immigrazione e valorizzare il potenziale dei lavoratori residenti in Svizzera. L'introduzione dell'obbligo di comunicare i posti vacanti in alcuni tipi di professione in cui il tasso di disoccupazione supera la soglia dell'otto per cento entrerà in vigore il prossimo primo luglio. Tale soglia sarà abbassata al cinque per cento dal primo gennaio 2020.

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