Ginevra

Plastica monouso bandita dalla Città a partire dal 2020

La misura riguarderà le terrazze di esercizi pubblici, i food trucks, i chioschi che vendono gelati o souvenir e tutte le manifestazioni

 Plastica monouso bandita dalla Città a partire dal 2020
A Locarno c’è chi utilizza già le cannucce di carta. (Foto Chiara Zocchetti)

Plastica monouso bandita dalla Città a partire dal 2020

A Locarno c’è chi utilizza già le cannucce di carta. (Foto Chiara Zocchetti)

GINEVRA - La Città di Ginevra bandirà dal primo gennaio 2020 la plastica monouso per le attività che autorizza sul suolo pubblico. Il provvedimento mira a «proteggere il nostro ecosistema», afferma il consigliere municipale Guillaume Barazzone in una intervista pubblicata oggi dalla «Tribune de Genève». Il divieto bicchieri, cannucce, piatti, sacchetti ed altri contenitori di plastica usa e getta riguarderà le terrazze di esercizi pubblici, i food trucks, i chioschi che vendono gelati o souvenir e tutte le manifestazioni, stand ed eventi, precisa il responsabile comunale dell’Ambiente urbano e della Sicurezza.

Il municipale del PPD assicura di non voler «proibire per scocciare» e spera «veramente che gli esercenti staranno al gioco». Tanto più che sono avvisati e che hanno tutto il resto dell’anno per prepararsi. Se non si atterranno alle nuove regole - avverte Barazzone - «si esporranno a una multa amministrativa» e secondo la gravità dei fatti, in particolare in caso di recidiva, potrebbero anche vedersi ritirare il permesso di utilizzare il suolo pubblico.

La Città di Ginevra segue così l’esempio dell’Unione europea, che vieterà una serie di prodotti di plastica monouso dal 2021. Una misura che in Svizzera il Consiglio federale ha deciso nel giugno 2018 di non seguire. Il governo elvetico privilegia soluzioni che vengano dagli ambienti economici stessi.

Dal canto suo, in marzo, il Canton Ginevra ha vietato la distribuzione gratuita di sacchetti di plastica per contenere l’inquinamento da residui di questo materiale, specialmente nel lago Lemano. Secondo uno studio commissionato dall’Associazione per la salvaguardia del Lemano (ASL) e pubblicato lo scorso dicembre, circa 50 tonnellate di rifiuti di plastica finiscono nel lago ogni anno.

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