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Prevedere i periodi di siccità? Oggi si può

Le previsioni dei periodi di carenza idrica possono essere utili per le centrali idroelettriche, l’agricoltura e per le autorità che possono chiedere alla popolazione di risparmiare acqua

Prevedere i periodi di siccità? Oggi si può
La diga del Luzzone

Prevedere i periodi di siccità? Oggi si può

La diga del Luzzone

BIRMENSDORF (ZH) - Ricercatori svizzeri hanno sviluppato un modello idrologico che prevede i periodi di siccità su più settimane e con un’elevata precisione geografica: uno strumento destinato in particolare a migliorare la redditività delle centrali idroelettriche.

Il modello complesso utilizza dati disponibili in tempo reale e permette di prevedere in modo affidabile una carenza d’acqua su un periodo fino a tre settimane, indica oggi in una nota il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS).

Lo strumento è stato sviluppato nell’ambito del programma FNS 70 sulla «svolta energetica» (FNS 70) da ricercatori dell’Istituto federale di ricerca sulla foresta, la neve e il paesaggio (WSL), di MeteoSvizzera e del Politecnico federale di Zurigo (ETH).

Responsabile del progetto è il ticinese Massimiliano Zappa, ricercatore del WSL, che nella nota afferma: «A causa del cambiamento climatico, i periodi di grave siccità sono destinati a diventare più frequenti, intensi e prolungati».

Le previsioni dei periodi di carenza idrica possono essere utili in molti campi: per l’agricoltura, per la navigazione interna, per le autorità che possono chiedere alla popolazione di risparmiare acqua, o anche per salvare i pesci nei fiumi troppo caldi o quasi in secca.

Aumento del rendimento del 4%

Queste informazioni sono particolarmente utili per le centrali idroelettriche. «Finora - afferma Massimiliano Zappa - le previsioni su un periodo di tempo così lungo erano rare a causa della loro elevata complessità e della grande quantità di dati necessari».

I gestori di centrali idroelettriche potevano finora contare solo su statistiche semplici come la media delle precipitazioni e la portata media su diversi anni. Il nuovo metodo di previsione permette loro di stimare la quantità di acqua disponibile per ogni giorno del mese successivo.

Sulla base di queste previsioni, gli impianti possono sfruttare al meglio l’acqua disponibile e migliorare la loro efficienza fino al 4%. Un guadagno significativo - sottolineano i ricercatori - per un settore attualmente sotto forte pressione.

Le previsioni sulla quantità di acqua disponibile permettono di sfruttare al meglio la capacità delle centrali idroelettriche ad accumulazione adattando la produzione alla richiesta del mercato. Il finanziamento delle misure di ammodernamento previste dalla strategia energetica 2050 è possibile solo se il funzionamento degli impianti sarà mantenuto redditizio in condizioni climatiche mutevoli, sottolinea il FNS.

I programmi nazionali di ricerca «Svolta climatica» (FNS 70) e «Gestione del consumo energetico» (NRP 71) comprendono circa 100 progetti di ricerca per un totale di 300 ricercatori coinvolti fino alla fine di quest’anno.

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