Quando la transumanza emoziona ancora

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ADELBODEN - In un mondo globalizzato all'estremo, nel quale però si ergono muri virtuali e reali per difendere un'identità che altrimenti si pensa di perdere per strada, nel quale si mangiano fragole e ciliegie in dicembre e uva e castagne in luglio, sono le tradizioni a legarci ad un territorio. Sono loro che ci portano le immagini e gli odori di un passato a volte dimenticato per mancanza di tempo o voglia. Le stagioni, che ormai sempre di più non mantengono il loro ritmo cadenzato dal quale ricavavamo le nostre certezze, permettono tuttavia di vedere ancora scampoli di memorie rispettate col cuore e con l'anima. Nelle regioni rurali e alpine, ma non solo, per fortuna.

La transumanza è una di quelle e ci tocca da vicino. Con qualche giorno di ritardo sul noto proverbio valdostano che recita "Le vacche, San Bernardo le prende e San Michele le rende" ( le mandrie di bovini salgono infatti agli alpeggi a San Bernardo (15 giugno) e fanno ritorno a valle a San Michele (29 settembre), i contadini della regione bernese in abiti tradizionali hanno condotto da Adelboden verso gli alpi di Englestigen le loro mandrie. Sul tragitto, durato un'ora abbondante, molti i curiosi con gli occhi lucidi.

L'emozione passa anche attraverso il cammino lento di 400 mucche che lasciano risuonare I loro campanaccii nella vallata.

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