La richiesta

Quanti reati mossi dall’odio verso le comunità LGBTI?

Le comunità omosessuale, bisessuale, transessuale, transgender o intersessuale vogliono statistiche ufficiali per poter «fare della prevenzione»

Quanti reati mossi dall’odio verso le comunità LGBTI?
(foto Keystone)

Quanti reati mossi dall’odio verso le comunità LGBTI?

(foto Keystone)

LOSANNA - Le comunità LGBTI vogliono statistiche ufficiali sui reati, motivati dall’odio, commessi ai loro danni. Richieste in tal senso saranno presentate, già questo mese, in tredici cantoni.

«È un appello che lanciamo per avere finalmente una visione d’insieme della situazione in Svizzera», ha annunciato oggi a Losanna Muriel Waeger, direttrice per la Romandia dell’Organizzazione svizzera delle lesbiche.

I membri della comunità omosessuale, bisessuale, transessuale, transgender o intersessuale (LGBTI) hanno maggiori probabilità di essere bersaglio di crimini, motivati dall’odio, legati al loro orientamento sessuale, ha detto Waeger, citando studi internazionali. «Se vogliamo fare della prevenzione, abbiamo bisogno di cifre su cui basarci».

In tredici cantoni, tra cui Ginevra, Vaud, Berna, Zurigo e Ticino, saranno quindi presentate mozioni che invitano la polizia a tenere statistiche precise su questo fenomeno. Gli agenti di polizia dovrebbero inoltre ricevere una formazione adeguata affinché possano fornire assistenza alle vittime.

Secondo Waeger le conseguenze di questi crimini motivati dall’odio possono essere drammatiche. «Il tasso di suicidio è da 2 a 5 volte superiore tra i giovani di queste comunità rispetto al resto della popolazione».

Sul piano federale la consigliera nazionale Rosmarie Quadranti (ZH/PBD) ha presentato nel 2017 una mozione per chiedere un censimento nazionale dei reati basati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. Il Consiglio federale ha espresso parere negativo, ma la proposta non è ancora stata esaminata dal parlamento.

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