Quattro ricercatori svizzeri in una spedizione sul clima

AMBIENTE

Il rompighiaccio di ricerca «Polarstern» passerà un anno alla deriva nel mare artico, raccogliendo dati che dovranno consentire una migliore comprensione del riscaldamento globale

Quattro ricercatori svizzeri in una spedizione sul clima
© Shutterstock

Quattro ricercatori svizzeri in una spedizione sul clima

© Shutterstock

Il rompighiaccio di ricerca tedesco «Polarstern» partirà stasera da Tromsø, in Norvegia, e passerà un anno alla deriva nel mare artico, raccogliendo dati che dovranno consentire una migliore comprensione del riscaldamento globale. A bordo dell’imbarcazione vi sono anche quattro scienziati svizzeri.

Fortemente colpito dal riscaldamento globale, il sistema climatico artico - particolarmente importante per l’intero emisfero settentrionale - continua a costituire un’incognita per i ricercatori.

L’istituto tedesco Alfred Wegener ha organizzato la più grande spedizione scientifica della storia: chiamata «Mosaic» (Multidisciplinary drifting Observatory for the Study of Arctic Climate, traducibile con «Osservatorio multidisciplinare alla deriva per lo studio del clima artico»), la missione si svolgerà principalmente durante l’inverno polare, stagione in cui la raccolta dei dati è finora stata scarsa.

Tra un mese, il natante si ancorerà a un’enorme lastra di ghiaccio a nord della Siberia: verrà poi completamente intrappolato dalla banchisa e con essa andrà alla deriva per centinaia di chilometri. Solo la prossima estate il «pack» si scioglierà, lasciando libera l’imbarcazione probabilmente a nord-est della Groenlandia.

Alla spedizione partecipano circa 600 scienziati provenienti da 19 paesi: la metà di essi sarà sulla nave solo temporaneamente. Infatti, la spedizione «Mosaic» è divisa in sei tappe: i ricercatori si alterneranno ad ogni tappa, grazie ad altri rompighiaccio che fungeranno da navette.

Quattro di questi ricercatori sono svizzeri. Vi è Julia Schmale, specialista dell’atmosfera presso l’Istituto Paul Scherrer, che intende studiare la formazione di nuvole da nuclei di condensazione naturale e artificiale (particelle fini).

Un altro scienziato elvetico è Martin Schneebeli, dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WLS), che si occupa degli scambi di energia tra l’atmosfera e l’oceano e dell’influsso di neve e ghiaccio su queste interazioni.

Un terzo ricercatore svizzero a bordo del rompighiaccio tedesco è Mike Schwank, sempre del WLS, che studierà microonde emanate dal ghiaccio marino. Infine Reza Naderpour (WLS) confronterà le misurazioni di apparecchiature installate attorno alla «Polarstern» con quelle dei satelliti.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Cronaca
  • 1
  • 1