Basilea

Scintille per la Tesla della polizia

Ad alimentare le polemiche sensori, microfoni e telecamere che raccolgono ininterrottamente un’infinità di dati e li ritrasmettono immediatamente al server del fabbricante

Scintille per la Tesla della polizia
La tesla X 100D con la livrea della polizia cantonale basilese. (Foto Keystone)

Scintille per la Tesla della polizia

La tesla X 100D con la livrea della polizia cantonale basilese. (Foto Keystone)

Scintille per la Tesla della polizia
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BASILEA - L’acquisizione di sette vetture elettriche di marca Tesla da parte della polizia cantonale di Basilea Città, già segnata da una serie di polemiche, è inammissibile per la Commissione della gestione (CdG) del Gran Consiglio. La procedura a trattativa privata adottata dal competente dipartimento cantonale, in assenza di sufficienti chiarimenti e documentazione, è giudicata «illegale». Il picchetto per le urgenze della polizia cantonale dovrebbe disporre della prima delle sette Tesla X 100D questa primavera. A dicembre sono arrivate nei Paesi Bassi le prime tre vetture del noto fabbricante statunitense, appositamente equipaggiate. Da allora, si tengono corsi di formazione, necessari per padroneggiare le differenze con le precedenti vetture a benzina, in particolare nelle frenate. La polizia di Basilea ha una flotta di circa 190 veicoli.

L’acquisto delle Tesla è stato criticato fin dal suo annuncio nel marzo dello scorso anno. Il costo, di 140’000 franchi all’unità, è stato dapprima giudicato esorbitante da un gran numero di politici. Ma le critiche hanno riguardato anche la rinuncia a indire una gara d’appalto, la scelta di un veicolo elettrico non ancora testato e questioni di protezione dei dati. L’incaricato cantonale della protezione dei dati vuole vederci chiaro, hanno indicato in dicembre vari media svizzero tedeschi. Le Tesla sono infatti zeppe di sensori, microfoni, telecamere che raccolgono ininterrottamente un’infinità di dati e li ritrasmettono immediatamente al server del fabbricante, che conoscerebbe dunque qualsiasi parola pronunciata dagli agenti a bordo, la loro posizione precisa e il dettaglio di tutti gli spostamenti. Tesla disporrebbe persino dei mezzi per modificare a distanza la capacità delle batterie. Reagendo alle rivelazioni della stampa, il gruppo americano aveva indicato che i suoi veicoli non registrano le voci. Tesla ha pure indicato di non procedere alla geolocalizzazione dei suoi veicoli senza l’esplicito consenso degli utilizzatori e di non conservare i dati sulla localizzazione.

Nel suo rapporto, pubblicato oggi, la CdG conferma alcuni punti critici. La condotta del Dipartimento di giustizia e sicurezza (JSD) «deve essere ritenuta illegale». Anche se l’attività era stata avviata correttamente, è poi sfuggita di mano.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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