Sempre più spese per le cure a domicilio

Statistiche

Nel 2018 sono salite del 22% rispetto all’anno precedente

 Sempre più spese per le cure a domicilio
© CdT/Archivio

Sempre più spese per le cure a domicilio

© CdT/Archivio

(Aggiornata alle 11.17) - Lo scorso anno, in Svizzera, i pazienti che fanno capo a servizi di assistenza e cura a domicilio (SACD, ma piuttosto noti ai più con l’acronimo tedesco Spitex) hanno sborsato di tasca propria il 22% in più dell’anno prima. Globalmente hanno pagato il 10% della somma presa a carico dagli assicuratori. Le differenze tra cantoni sono considerevoli.

In Ticino, ma anche in Vallese, a Friburgo e a Neuchâtel, l’ente pubblico non trasferisce costi ai fruitori di queste prestazioni, indica la documentazione pubblicata oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST). In questi quattro cantoni latini il rapporto dei costi sostenuti dai pazienti rispetto a quelli coperti dagli assicuratori è dello 0%. Altrove invece i clienti dei SACD sono assai più sollecitati: in cima alla graduatoria si trova il Canton Obvaldo, in cui i clienti dello Spitex assumono il 28% della spesa coperta dagli assicuratori. Nei Grigioni il rapporto è del 9%.

La tendenza a livello nazionale è di accrescere la partecipazione ai costi dei pazienti, ha detto a Keystone-ATS Flavia Lazzeri, della «Sezione Sistema sanitario (SPITEX)» all’UST.

Il 12 febbraio del 2017 il popolo ticinese ha bocciato, contro il parere di Gran Consiglio e governo, con il 51,3% di «no», una revisione della Legge sull’assistenza e cura a domicilio che si prefiggeva di contenere l’onere degli enti pubblici in materia, trasferendo costi per 2,5 milioni a carico dei pazienti.

Una modifica del diritto relativo ai SACD è invece entrata in vigore nel 2018 nel canton Berna, dove il contributo ai costi a carico dei pazienti è quasi triplicato e il rapporto della spesa assunta dai clienti dello Spitex rispetto a quella coperta dagli assicuratori è salito al 14%. Le modifiche legislative a Berna spiegano in gran parte l’aumento del 22,3% dei costi a carico dei pazienti su base annua (86,7 milioni nel 2017 e 106 lo scorso anno) a livello nazionale. In confronto, il finanziamento delle cure da parte degli assicuratori ha segnato una progressione del 5,9% rispetto al 2017.

Il diritto federale prevede la possibilità per i Cantoni di far pagare all’assicurato un massimo di 15,95 franchi al giorno per le cure di SACD. Questa somma non tiene evidentemente conto della partecipazione ordinaria ai costi coperti dall’assicurazione malattie (franchigia e quota parte).

I dati relativi ai SACD sono solo una parte delle informazioni pubblicate oggi dall’Ufficio con sede a Neuchâtel, che fa il punto per il 2018 su molteplici aspetti relativi alle case per anziani (CPA) e le cure a domicilio.

Nell’anno in esame i costi totali di esercizio delle CPA medicalizzate sono ammontati a 10,4 miliardi di franchi (+2,3% rispetto al 2017). Il 57% della spesa è generata dai costi di pensione (alloggio, pasti, pulizie, animazione), a carico dei residenti e coperti parzialmente dalle prestazioni complementari. Il 43% rimanente è costituito da costi per cure ed è riconosciuto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal). Il finanziamento di questa parte è preso a carico nella misura del 49% dalle casse malati, del 36% da Cantoni e Comuni e del 15% dai residenti.

Anche nell’ambito delle CPA si constatano disparità cantonali per quanto concerne la partecipazione dei residenti ai costi delle cure. In media nazionale, il loro contributo corrisponde al 30% di quello degli assicuratori.

A titolo di paragone, le prestazioni di cura e assistenza dei SACD sono costate in totale 2,53 miliardi di franchi (+3% rispetto al 2017), di cui il 41% (1,03 miliardi) finanziato dalla pubblica amministrazione, un altro 41% dagli assicuratori e il 17% (436,3 milioni) dai beneficiari delle prestazioni.

La durata media del soggiorno dei lungodegenti in una CPA è stata di 890 giorni, 155 giorni o cinque mesi in meno rispetto a dieci anni fa. I residenti hanno ricevuto cure della durata media di 104,5 minuti al giorno. Questo valore varia a seconda della regione: quello minimo è stato registrato nella Svizzera orientale (Glarona, Sciaffusa, San Gallo, Appenzello Interno: cure giornaliere da 70 a 80 minuti), quello massimo nei Cantoni latini (oltre due ore).

Nel 2018 le 1566 CPA elvetiche avevano un organico di circa 96’500 persone in equivalenti a tempo pieno, 2000 in più (+2%) rispetto al 2017. Quattro impiegati su cinque erano donne, ma occupavano solo la metà dei posti da dirigenti.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Cronaca
  • 1
  • 1