Pericolo di valanghe al grado massimo

Situazione critica nelle Alpi svizzere

Dall’Oberland bernese all’Alta Engadina più zone e località sono isolate - Due scalatori feriti nei Grigioni a causa di una slavina che li ha colpiti mentre stavano salendo una cascata di ghiaccio - Tutti gli aggiornamenti

Situazione critica nelle Alpi svizzere
Foto Bruno Pellandini

Situazione critica nelle Alpi svizzere

Foto Bruno Pellandini

COIRA/BERNA/BRIGA - La neve non da tregua alle regioni alpine del nostro Paese: in un arco che va dall’Oberland bernese all’Alta Engadina passando per il Titlis, il Tödi e il Piz Segnas il pericolo di valanghe è al grado 5 (»molto forte»), quello massimo. Sul resto delle Alpi è al livello 4 (»forte»), ad eccezione del Ticino e del Grigioni italiano (dove è il pericolo è al livello 3). L’alta Surselva, nei Grigioni, è rimasta a lungo isolata. Rimangono inaccessibili, in Vallese, la parte superiore della Valle di Goms e la Lötschental.

Il pericolo di valanghe ha infatti comportato la chiusura per tutto il giorno della strada e della ferrovie tra Sumvitg (GR) e Disentis/Mustér (GR). Visto che anche il passo del Lucomagno e la ferrovia dell’Oberalp sono chiusi, la regione, che comprende anche Sedrun, non era più raggiungibile. A fine pomeriggio è però stata annunciata la riapertura delle vie di comunicazione in direzione di Coira. Nei Grigioni, indica la polizia cantonale, sono chiusi anche i passi del Giulia e del Forno. La Ferrovia retica (FR) informa inoltre che diverse sue linee sono interrotte, come la Coira-Arosa, la ferrovia dell’Albula e alcune tratte presso Davos e in Engadina. Almeno fino a domani, l’Engadina Bassa è così accessibile unicamente tramite la galleria della Vereina, quella Alta solo da sud via il Maloja o il Bernina. La circolazione ferroviaria è perturbata anche altrove in Svizzera: a causa del pericolo di valanghe, i treni non circolano attualmente né sul vecchio tracciato del San Gottardo tra Erstfeld (UR) e Airolo (fino a mezzogiorno di domani), né sulla linea della Furka tra Niederwald (VS)-Andermatt (UR).

Disagi ovunque
Sul fronte stradale, sono state chiuse diverse strade nell’arco alpino. Nel canton Uri, è sbarrata la cantonale tra Hospental e Realp, nella Val d’Orsera (UR), dove ieri è scesa una valanga che ha parzialmente sepolto quattro veicoli. Chiusa anche la strada tra Andermatt e Göschenen, così come tra Göschenen e Amsteg. Andermatt è quindi raggiungibile solo in treno (e solo da Göschenen). In Vallese è inagibile l’arteria che porta nella Lötschental. Per questo motivo la stazione di carico del Lötschberg a Goppenstein non è raggiungibile. I treni navetta per automobili circolano così eccezionalmente tra Briga e Kandersteg (BE). Chiusa anche la strada della Valle di Goms tra Grengiols e Bister. La regione superiore - che comprende in particolare i villaggi di Gluringen, Ultichen e Oberwald - è così isolata dal resto del mondo.

Scuole chiuse
Sempre a causa delle forti nevicate, le scuole di Unterwasser e Alt St. Johann, nell’Alto Toggenburgo, nel canton San Gallo, sono chiuse oggi e domani. La sicurezza dei bambini non può essere garantita nel percorso casa-scuola a causa delle pessime condizioni meteorologiche. A Fideris (GR), un centinaio di persone è bloccato da ieri in una capanna alpina a 2000 metri di quota. Non si sa quando potranno ridiscendere a valle. Sempre nei Grigioni, un gruppo di scalatori è stato travolto ieri da una valanga sulle Alpi della Platta. Due persone sono rimaste ferite. Sullo Schwägalp (AR), dove giovedì scorso è scesa una valanga che ha investito l’hotel-ristorante Säntis, le operazioni di sgombero della neve sono state sospese a causa del maltempo. I locali del ritrovo pubblico sono comunque già stati liberati dalla massa nevosa «a tempo di record», precisa il proprietario.

A Crans-Montana (VS) due sciatori fuori pista sono stati travolti da una valanga. Si sono liberati da soli e non hanno subito ferite. Uno dei due sciatori è stato ricoverato a Sion per accertamenti. Nel canton Friburgo, nella valle dello Jaun, un gruppo di tre sciatori fuori pista ha provocato una slavina che ha travolto uno di loro. Una colonna di soccorso del CAS ha trovato il giovane, un 22enne, sotto tre metri di neve. È stato elitrasportato in ospedale ma la sua vita non è in pericolo.

Difficoltà anche per gli animali
Le forti nevicate non causano disagi solo per l’essere umano, ma anche gli animali ne soffrono. Oggi il Canton Grigioni ha ricordato che la spessa coltre bianca limita in maniera massiccia la libertà di movimento delle bestie selvatiche e rendono più difficoltosa la ricerca di cibo. Per questo motivo la popolazione è invitata a non causare disturbo all’interno degli habitat degli animali selvatici. L’Ufficio per la caccia e la pesca sta inoltre valutando se siano opportuni ulteriori provvedimenti come l’abbattimento di singoli alberi quale offerta di cibo oppure l’apporto di fieno direttamente negli spazi vitali. I privati non devono invece foraggiare le bestie selvatiche per non spingerle ad abbandonare i loro habitat invernali.

Fino a 100 cm di neve
Nel suo bollettino odierno, l’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF) precisa che tra ieri pomeriggio e oggi pomeriggio sono attesi dai 60 centimetri al metro di neve nella cresta settentrionale delle Alpi dal Wildstrubel all’Alpstein, gruppo del Silvretta. Nelle altre regioni delle Alpi, dai 20 ai 60 centimetri. Concernente il pericolo di slavine, la situazione non migliorerà prima di martedì. «L’attività di valanghe asciutte spontanee diminuirà nettamente, ma non le loro dimensioni», precisa l’SLF. Come detto, molte regioni alpine sono esposte al pericolo di valanghe al livello 5. Ciò significa che sono possibili isolate slavine di dimensioni molto grandi. I tratti esposti delle vie di comunicazione sono parzialmente in pericolo. L’ultima volta che in Svizzera si era segnalato un grado di pericolo così elevato era nel gennaio dello scorso anno. In precedenza bisogna risalire fino al 1999 per trovare un altro livello 5.

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